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Milan, a ostacolare il closing non sono solo le autorizzazioni. Manca ancora parte dei soldi

Piccolo aggiornamento domenicale sulla situazione Milan ai cinesi. A differenza di molti altri media e giornali, io sono sempre stato cauto sull’operazione fin dall’inizio. Questo non vuol dire che non andrà in porto, o con una leggera proroga o addirittura nei tempi previsti, cioè entro il 13 dicembre. Ma bisogna essere cauti: lo ripeto dall’inizio, come ho sempre ripetuto proprio in questa rubrica lo scorso anno che la transazione con Mr Bee non sarebbe mai andata da nessuna parte.
Vediamo allora cosa fa pensare che l’operazione potrebbe andare in porto: in primo luogo ci sono già 100 milioni di anticipo, che i cinesi potrebbero perdere. In secondo luogo c’è un contratto da rispettare. In terzo luogo la macchina organizzativa dei cinesi è già molto avanti. Domanda: succederà entro il 13 dicembre o ci sarà una proroga?
Ebbene oggi ho mosso il mio network di intelligence per capirlo. Secondo fonti attendibili la settimana entrante sarà cruciale per avere certezze, cioè si capirà con precisione se l’operazione potrà essere chiusa entro il 13 o se ci sarà una proroga.
Altro aspetto chiave: mi discosto dall’opinione diffusa che l’operazione potrebbe ritardare per via delle autorizzazioni del governo cinese. Non sarebbero, secondo mie fonti attendibili, le autorizzazioni il vero problema. Il governo cinese, anche se non sembrerebbe coinvolto, non avrebbe problemi a concederle, una volta verificata la eventuale trasparenza della transazione. Ma il problema sarebbero i soldi, i 420 milioni che non sarebbero ancora stati totalmente raccolti: anzi, secondo quanto risulta a questa rubrica il nodo sarebbe appunto quello delle coperture finanziarie. Cioè chiariamo: ne sarebbe stata raccolta solo una cospicua parte, per la quale sono state chieste le necessarie autorizzazioni. Ma una parte mancherebbe ancora sul lato delle coperture finanziarie. Ecco il vero problema, non le autorizzazioni. Se no, non si capirebbe come i 100 milioni di caparra sono arrivati così velocemente in agosto (via Hong Kong).
Ultimo punto: per concludere. L’operazione si chiuderà? Se verrano raccolti gli ultimi soldi necessari, potrebbe esserci il closing il 13 dicembre. Forse ci potrebbe essere un po’ di ritardo. Ma il problema restano i soldi (oltre al fatto che non si conosce l’identità dei nuovi sottoscrittori del fondo): se le trattative finali per la raccolta (il cosiddetto fund raising) non si concluderanno con successo, allora sì che potrebbe concretizzarsi l’ultima profezia di Silvio Berlusconi: “Spero di tenermi il Milan”.

  • marco spinelli |

    Berlisconi non vuole vendere perché non vuole perdere la cassa di risonanza che garantisce il Milan,i figli invece vogliono vendere perché il Vecchio Diavolo erode il patrimonio famigliare,le due posizioni hanno raggiunto un compromesso nel vendere la società rossonera ad un prezzo fuori mercato.Purtroppo anche per una squadra di Calcio il mercato è signore e padrone,hanno dato al mediatore Galatioto il mandato di vendita ma purtroppo questo signore non è riuscito nello scopo.Dietro questa cordata cinesi c’è Fininvest e qualche banca d’affari, ci si serve di prestanomi a occhi a mandorla per fare in sostanza quello che a mister Bee non è riuscito l’anno scorso,creare una società da poter quotare sulle borse asiatiche,far qualcosa di analogo in Occidente non è possibile raccoglieresti solo pernacchie invece di quattrini.Bisognerà vedere se Finnvest e soci saranno capaci di operare questa raccolta fondi per soddisfare i paletti messi da Silvio Berlusconi,in questo caso il closing si farà a data da destinarsi.Tutto è in divenire,ma che dietro a tutta questa storia vi sia il zampino di Fininvest è reso chiara dalla presenza di un futuro Ad che corrisponde al nome di Fassone.

  • Diego |

    Mancano pure i grandi investitori. Non hanno i soldi, non hanno grandi investitori … ma che futuro ci dobbiamo aspettare??

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