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Prove di accordo tra Wu e Li per il Milan? I cinesi allo sprint per trovare i soldi da banche e investitori

Voci, rumors, smentite, veleno, documenti falsi. Che succede sulla rotta Pechino-Milano? L’ultima indiscrezione parla di contatti tra la Gsr Capital di Sonny Wu, cioè il fondo che capitanava la cordata acquirente del Milan fino all’estate scorsa, e la Sino Europe guidata dall’uomo d’affari Yonghong Li. Difficile capire quanto sia concreta questa pista che porterebbe a un possibile accordo tra i due soggetti, fino ad oggi non certo in rapporti amichevoli, volto a raccogliere i capitali necessari (cioè i 400 milioni restanti da pagare a novembre a Fininvest dopo i 100 già incassati dalla holding di via Paleocapa): infatti alcune fonti confermano le trattative tra Li e Wu e altre le negano. Di sicuro, la situazione pare molto fluida sotto il cielo milanista. Secondo i rumors l’accordo firmato ad agosto, l’unico vincolante e basato su garanzie reali, prevede un’architettura finanziaria complessa. Gran parte delle risorse della cordata Sino Europe dovrebbero infatti arrivare dai prestiti di un pool di banche, mentre la “dose” di equity dovrebbe essere abbastanza minoritaria. In pratica, un’operazione quindi in gran parte finanziaria, come si dice in gergo “a leva”. Dove le banche sarebbero ripagate con la futura Ipo del Milan oppure con l’ingresso di nuovi investitori. E il riapparire sulla scena di Gsr Capital e di Sonny Wu potrebbe essere dunque propizio, anche se nell’agosto scorso l’ipotesi sembrava assai remota, viste le cattive relazioni tra Sonny Wu stesso e Yonghong Li, al punto che nei giorni scorsi si era parlato addirittura della possibilità che Wu distribuisse dossier infamanti su Li. Ma ora potrebbe esserci un avvicinamento tra i due. Li, vero regista dell’operazione firmata ad agosto assieme al braccio destro Han Li, resta uomo d’affari di cui si conosce poco o niente. In Cina gli stessi organi di stampa e gli addetti ai lavori sono rimasti sorpresi di fronte a questo nome sconosciuto: “Yonghong Li. Chi?”. Quel poco che è emerso è relativo a qualche operazione finanziaria di piccolo e medio cabotaggio dove si è mosso sempre tramite holding facenti capo a prestanome. Da evidenziare anche qualche piccolo problema con le autorità finanziarie cinesi (la Consob di Pechino che gli ha comminato una piccola multa). Viene negata anche una sua relazione diretta con il Governo centrale di Pechino. La stessa Haixia Capital, società semi-statale, sarebbe scesa in campo in cordata con Yonghong Li per il Milan con un fondo sottoscritto da privati.
Quindi come si arriverà al closing di novembre con Fininvest? Sembra certo infatti, a differenza dell’operazione con Mr Bee, che il closing ci sarà e i soldi arriveranno. Più difficile è capire la reale provenienza di quei soldi, ma spiegazioni dovranno per forza arrivare entro novembre in quanto in Italia (per normativa della Figc e della Lega Calcio) bisogna sapere chi sono i reali azionisti di una squadra. Inoltre esiste sempre la legge antiriciclaggio, sui soldi provenienti dall’estero, che impone trasparenza su questo fronte. E proprio quello dei soldi, volente o nolente, resta il tema di maggior polemica. In settimana si sono susseguite indiscrezioni, prima di Bloomberg e poi del quotidiano cinese Caixin, in base alle quali sarebbero stati presentati documenti falsi in aprile dagli acquirenti cinesi. Indiscrezioni che sono state smentite con forza da Fininvest e dalla stessa cordata Sino Europe, che hanno affermato che tutto procede verso il closing minacciando cause legali. I vari giornali nazionali hanno liquidato la faccenda spiegando, un po’ superficialmente, che si tratterebbe di veleno della precedente cordata (per intenderci quella di Sonny Wu) con la nuova (quella di Yonghong Li).
Ma questi fatti andrebbero approfonditi meglio e non liquidati come “spazzatura” inventata. Nel senso che se davvero esistono questi documenti falsi di garanzia di banche cinesi (non credo che Bloomberg e Caixin se li siano inventati) resta da capire un aspetto fondamentale. Spiego meglio: in aprile non esisteva nemmeno la cordata Sino Europe e gli unici documenti vincolanti sono dunque quelli di agosto del preliminare d’acquisto. Fermo restando che quelli dovrebbero essere veri, a chi si riferiscono i documenti di aprile? A quali società e a quali investitori? Questo aspetto è fondamentale, perché se quei documenti si riferissero a Yonghong Li e alla sua holding Jeande, per dimostrare la solidità di Li stesso, un documento falso non sarebbe certamente un bel biglietto da visita per il futuro proprietario del Milan. In caso contrario, invece, la vicenda andrebbe archiviata come roba vecchia e inutile.