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Borletti si allea con i colossi francesi del retail per conquistare Grandi Stazioni

Si formano i consorzi per il controllo di Grandi Stazioni, la controllata di Ferrovie dello Stato. In vista delle offerte di fine febbraio si sarebbero già costituite delle importanti alleanze tra gran parte dei soggetti che hanno manifestato interesse. Un super-consorzio, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, si sarebbe già costituito e vedrebbe in prima fila l’imprenditore italiano Maurizio Borletti, la cui famiglia ha controllato per anni la Rinascente, che sarebbe alleato a due dei più importanti fondi transalpini del settore infrastrutture-retail: cioè Antin, ben noto in Francia per investire su attività come le stazioni ferroviarie, e Icamap. Quest’ultimo è un gruppo finanziario con una storia relativamente recente, visto che è nato un anno e mezzo fa. Ma il suo fondatore è uno degli imprenditori più noti al mondo nel settore dei centri commerciali: cioè Guillaume Poitrinal, ex-amministratore delegato del colosso Unibail-Rodamco propiziando la fusione tra le due realtà nel 2007. Maurizio Borletti dovrebbe partecipare al raggruppamento tramite la sua holding Borletti Group, con la quale nel passato ha investito in diverse operazioni: dal ritorno in Rinascente, un tempo della sua famiglia e ricomprata assieme a un consorzio di investitori nel 2005 per poi essere rivenduta nel 2012, fino al più recente investimento nei grandi magazzini francesi Printemps, la cui maggioranza è oggi del Qatar. Ma il consorzio in questione non è l’unico che si sarebbe formato in vista dell’asta gestita dall’advisor Rothschild. Secondo le indiscrezioni il gruppo industriale francese Altarea starebbe infatti discutendo con diversi soggetti, tra i quali ci sarebbe il fondo Bc Partners, per siglare un’alleanza. E lo stesso fondo F2i, il maggior gruppo finanziario infrastrutturale in Italia, avrebbe trattative in corso per formare una cordata. Insomma, l’asta per Grandi Stazioni si preannuncia assai competitiva: in corsa ci sarebbero anche altri grandi fondi come Lone Star, Blackstone, Cvc, Cinven. Il piano industriale di questi soggetti sarà deretminante per l’esito dell’asta. Infatti oltre al prezzo finale che verrà messo sul piatto, sarà cruciale il progetto di sviluppo per gli spazi commerciali delle grandi stazioni italiane, potenzialmente elevato come lo sono i duty free per gli aeroporti. Prezzo dell’operazione attorno agli 800 milioni di euro.