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Ferrari: il crollo in Borsa per le attese degli analisti su debito e guidance 2016

“Sono risultati record, i migliori di sempre. La reazione dei mercati per me è incomprensibile”. Sergio Marchionne non comprende l’inatteso crollo in Borsa di Ferrari. Ma se si ascoltano gli analisti il tonfo borsistico di ieri di Ferrari è ben comprensibile. E’ pur vero che ci sono stai parecchi record nei conti della casa di Maranello, ma è anche vero che molti fattori sono sotto le attese del mercato. Innanzitutto debiti: gli analisti non si attendevano che, con il conto pagato allo scorporo di Fca, arrivassero comunque a sfiorare i due miliardi. Contro un free cash flow pari a 390 milioni, al 31 dicembre l’indebitamento netto ammontava a 1,938 miliardi rispetto a disponibilità nette di cassa per 566 milioni alla fine del 2014. Ma il mercato ha storto il naso anche sulla guidance 2016. Per quest’anno la società ha previsto ricavi a oltre 2,9 miliardi di euro, contro una previsione attuale del consenso a 2,944 miliardi, un ebitda rettificato sopra 770 milioni, ma il consenso si attendeva un ebitda più alto a 792 milioni, e un indebitamento netto sotto 1,95 miliardi (1,8 miliardi l’attesa del consenso).