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Bee-Milan all’epilogo? Ecco perché i numeri non mentono mai

I numeri non mentono. Bastava analizzare un anno fa i numeri proposti da Bee Taechaubol per l’operazione sul Milan (minoranza a 480 milioni di euro per il 48%) per capire che qualcosa non funzionava. Ora il “quasi” addio all’ingresso del broker thailandese è arrivato anche da Silvio Berlusconi che ha ammesso ieri davanti ai microfoni che Mr Bee non è l’unica alternativa per il Milan. Insomma, l’ingresso del thailandese, assieme ai suoi fantomatici soci di cordata, sembra sempre più lontano. Ma quello che impressiona di più in tutta questa vicenda, al di là della volontà di Fininvest di proseguire una trattativa che fin dall’inizio è parsa poco credibile, è la reazione della stampa italiana (compresi i maggiori giornali nazionali) al possibile ingresso di Mr Bee nell’azionariato. E’ pur vero che le vicende di sport vanno per conto loro, con la comparsa di euforie popolari che fanno a pugni con la finanza e i numeri. Ma, ricordo ancora nettamente, i titoloni della scorsa estate quando l’ingresso del broker thailandese veniva celebrato come passaggio epocale. Proprio nel giugno dello scorso anno questa rubrica era, tra le pochissime voci fuori dal coro, uscita con un articolo (Le tante domande (senza risposta) dell’accordo Bee-Berlusconi sul Milan e quei 480 milioni in cerca d’autore ) che aveva scatenato nei lettori forti interrogativi e aveva avviato un acceso dibattito tra gli scettici e i fautori dell’accordo. La verità è che, da giugno scorso, alle tante domande che ponevo sulla trattativa nessuna risposta è stata data.

  • diego |

    Gentile Dott. Festa, Aveva proprio ragione. Se non c’è un fondo di logica in una operazione quasi mai si riesce a chiudere. Quando si parlano di certe cifre si tratta con investitori razionali e sofisticati. Bee era un millantatore in cerca di un pazzo … se lo avesse trovato non credo che sarebbe stato il bene del Milan

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