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De Nora, l’elettrochimica verso l’Ipo. Con Lazard, Db, Ubs e Unicredit

C’è chi non rinuncia a sfidare la volatilità dei mercati finanziari. Si tratta del gruppo chimico Industrie De Nora, una multinazionale a proprietà familiare visto che il controllo dell’azienda è in mano ai fratelli Federico e Michele De Nora. Secondo le ultime indiscrezioni nelle ultime settimane gli azionisti avrebbero infatti affidato un incarico a Lazard di seguirli come advisor nell’operazione. Secondo quanto indicato da Mergermarket nei giorni passati, inoltre, i soci avrebbero anche scelto le banche del plotone di global coordinator: cioè Ubs, Deutsche Bank e Unicredit. Sul mercato, secondo il piano allo studio, dovrebbe finire circa il 45% del capitale di Industrie De Nora. Oggi il gruppo lombardo è una multinazionale tascabile, numero uno su diversi segmenti di mercato dell’elettrochimica:l’azienda è infatti il primo produttore al mondo di elettrodi, i conduttori generati nella produzione di cloro e soda e che servono per diverse applicazioni industriali. De Nora ha compiuto il salto dimensionale quattro anni fa con l’acquisizione del 100% della società giapponese Chlorine Engineers, che ha permesso al gruppo italiano di espandersi sul mercato asiatico. Successivamente c’è stata la joint venture con ThyssenKrupp Industrial Solutions, per unificare le comuni attività nel settore degli impianti di elettrolisi cloro-soda, e nel 2015 l’acquisizione di Severn Trent-Water Purification, attiva nel trattamento delle acque. De Nora dovrebbe chiudere il 2015 con un giro d’affari di circa 500 milioni di euro e un margine operativo lordo di 75 milioni di euro. L’obiettivo è comunque arrivare in breve tempo a 650-700 milioni di ricavi. L’Ipo si rivolgerà anche agli istituzionali esteri, soprattutto in quelle aree dove è molto presente l’azienda italiana: cioè negli Stati Uniti e in Asia, dove sono presenti molti dei concorrenti come ad esempio ChemChina, il gruppo che ha investito in Pirelli. La quotazione, che potrebbe avvenire entro l’estate se lo consentiranno le condizioni dei mercati, potrebbe servire agli azionisti a raccogliere capitali per le operazioni di M&A.