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Davide contro Golia: la Nave di Teseo pronta a partire con un 35% di fatturato “rubato” a Bompiani-Mondadori

Il piano industriale e finanziario è stato fatto con numeri prospettici. La Nave di Teseo è pronta a partire con Elisabetta Sgarbi e il gruppo di autori famosi (a cominciare da Umberto Eco) con un business che sarà soggetto a grandi rischi, soprattutto in un settore difficile come l’editoria trade. Ma nel piano finanziario, secondo le indiscrezioni raccolte, ci sarebbero già dei punti fermi: con l’attuale gruppo di autori la Nave di Teseo punterebbe infatti a catturare almeno il 35% del fatturato di Bompiani che sta per essere fagocitata assieme a Rizzoli da Mondadori. Insomma, il piccolo spin-off di Elisabetta Sgarbi parte non solo con alcuni trasfughi dell’ex marchio Rcs, ma anche con manager come ad esempi la ex-Cfo della stessa Bompiani. La scommessa sarà attirare dalla Rizzoli Libri, ormai in procinto di finire alla Mondadori dopo il via libera dell’Antitrust, altri autori che guardano al modello della casa editrice indipendente: anche se in questo caso a decidere sono spesso gli agenti e proprio la Sgarbi non era popolarissima tra questi ultimi. Ma un 35% del fatturato Bompiani a cosa corrisponde? Non sono certo numeri che possono far paura a Mondadori. L’intera area Trade di Rizzoli fattura infatti 100 milioni di euro e di questi meno del 10 per cento deriva da Bompiani: quindi più o meno 10 milioni con una quota di mercato di appena il 2%. A livello di novità, inoltre, il programma editoriale di Bompiani è più o meno uguale a quello del 2015. Il che significa che non sono previste perdite importanti nella vendita di libri, malgrado l’uscita di numerosi autori della scuderia. Malgrado ciò la Nave di Teseo è pronta a partire con quel 35% di possibile fatturato che in termini di numeri significa oltre 3 milioni di euro. Una base di partenza: riuscirà Davide a battere Golia?

  • mediterranea |

    bon courage!!!

    http://sellerio.it/it/catalogo/Sull-Orlo-Precipizio/Manzini/8580

    Cosa succederebbe se tutte le principali case editrici italiane si trovassero raggruppate sotto un’unica sigla? Giorgio Volpe è il più grande scrittore italiano, una potenza nel campo delle lettere. Alla consegna del nuovo romanzo Sull’orlo del precipizio, scopre che una cordata di investitori ha inghiottito la sua casa editrice.

    Antonio Manzini ha scritto una satira spietata ed esilarante. Una distopia alla Fahrenheit 451, dove è il mondo dei libri a bruciare se stesso e non un potere esterno.

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