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Anche Kkr mette nel radar i duty free di Wdf

Non sono soltanto i grandi gruppi internazionali attivi nell’area dei duty free a essersi fatti avanti per Wdf, World Duty free, tra le principali catene specializzate nel travel retail aeroportuale controllata dalla famiglia Benetton, che detiene attualmente attraverso Edizione Holding il 50,1% di Wdf. In campo, secondo le indiscrezioni, sarebbero infatti scesi anche alcuni colossi esteri del private equity come Kkr. Malgrado non sia ancora partito un processo organizzato con un advisor, i grandi operatori industriali e finanziari del settore scommettono che la famiglia veneta possa aprire presto una procedura per trovare un partner e scendere sotto il 30% del capitale. Ma non è detto che il partner sarà per forza industriale, malgrado ci siano diversi candidati: i rumor parlano dell’interesse della svizzera Dufry, che recentemente ha rafforzato la propria leadership acquisendo da Noel International la Nuance Group per 1,2 miliardi. Ma in pista ci sarebbero anche Lagardere, con LS Travel Retail, e Lvmh con Dfs. Proprio la catena francese è stata fino a sei mesi fa il pretendente più probabile tanto che i colloqui sarebbero proseguiti a lungo tranne poi fermarsi per la richiesta transalpina di avere un’ampia voce sulla governance del gruppo. Ma ora le cose potrebbero essere cambiate. Si parla pure delle mire delle coreane Lotte e Shilla.
Tuttavia esiste anche una strada finanziaria che porta ai grandi private equity: Kkr e Cvc sarebbero in prima linea in questa lista e avrebbero già manifestato le loro intenzioni. Il settore interessa molto ai fondi del private equity che apporterebbero le risorse finanziarie per la crescita di Wdf.
Il processo, malgrado la prudenza di qualche giorno fa espressa dal vice-presidente esecutivo di Edizione Gianni Mion, dovrebbe partire concretamente nei prossimi mesi con l’assegnazione di un incarico ad un advisor. La scorsa settimana, nella presentazione del piano industriale triennale, non sono peraltro emersi dettagli sull’individuazione di un partner. La società nata da Autogrill mira a 3 miliardi di ricavi nel 2017 e un ebitda (margine operativo lordo) a 335 milioni: dati che tuttavia non sono stati accettati in modo favorevole dagli analisti, che puntano il dito sull'”aggressivo” target dei ricavi con forti attese di crescita in Spagna a cui si accompagna però una minore marginalità attesa e un taglio dei dividendi.