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Privatizzazioni al palo: la soluzione piu’ veloce e’ cedere un 5 per cento di Eni ed Enel sul mercato o a qualche fondo sovrano

Piano 2 allo studio. Con una situazione meno chiara sulle Ipo (visto anche il parziale insuccesso della quotazione di Fincantieri) il governo starebbe valutando il da farsi sul programma di privatizzazioni. Sembra ormai certo che non ci saranno altre Ipo di societa’ statali (o controllate in modo indiretto dal Mef) nel 2014: Poste e’ rinviata e si attendono novita’ anche per lo sbarco borsistico di Fs, Enav e Sace. L’unico dossier che andra’ in porto sara’ quello di Cdp Reti, il cui 49 per cento finira’ alla cinese State Grid. Ma in questo caso si parla di una controllata della Cassa Depositi e Prestiti. Come fara’ allora il governo a incassare la liquidita’ necessaria per le finanze pubbliche? L’unica strada, la piu’ veloce, sara’ collocare sul mercato o a qualche fondo sovrano almeno un 5 per cento sia di Eni sia di Enel. Ed e’ questa la strada che viene pronosticata dalle banche d’affari nei prossimi mesi.

  • Alberto |

    E avanti con le svendite del patrimonio pubblico a colossi stranieri che da anni sono pronti all’assalto, in particolare di quelle più redditizie come Eni ed Enel. Mosse così miopi (ad essere buoni) fanno credere alla piena malafede di chi ne decide e scrive, basti pensare alla stupidità di svendere allo Stato cinese le nostre reti gas o elettriche.

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