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Il giallo del 10% di Rcs ceduto ma non dichiarato. Ecco a chi potrebbe essere finito

C'è un giallo nella vicenda della ricapitalizzazione da 400 milioni di Rcs Mediagroup, la società editoriale che controlla Il Corriere della Sera. L'aumento, dopo l'esercizio dei diritti d'opzione, è infatti stato sottoscritto all'85 per cento con un 15 per cento di inoptato. Ma i conti sembrano non tornare.
Facciamo due calcoli. Fiat, il gruppo presieduto da John Elkann, nei giorni scorsi ha comunicato di aver rilevato diritti per salire dal 10% al 20,135% nel capitale Rcs post aumento. Allo stato è dunque il primo azionista, seguito da Mediobanca con il 15,14%. Anche Diego Della Valle, l'imprenditore della Tod's, ha sottoscritto la quota di competenza e risulta socio con l'8,81%. C'è poi Pirelli che ha esercitato diritti da quota legata a patto e avrà il 5,3%. Italmobiliare ha invece sottoscritto diritti per il 3,0042%. Edison, dopo esercizio dei diritti, è arrivata all'1,08%. C'è poi il Banco Popolare che ha aderito per una quota modesta (80 mila azioni). E anche Intesa Sanpaolo, dopo l'esercizio dei diritti, avrà una quota in capitale al 5,018%. Lo stesso ha fatto Fonsai che è arrivata al 5,54%. Pandette, la holding della famiglia Rotelli, dopo la scomparsa dell'imprenditore Giuseppe Rotelli, hanno deciso di non sottoscrivere l'aumento di   capitale di Rcs, di cui Pandette vantava la posizione di   primo azionista fuori dal patto di sindacato con una quota   del 16,6%. E' quindi oggi diluito al 4,2%. C'è poi da dire che il flottante di Rcs è molto scarso, di poco superiore al 10 per cento, ma è difficile pensare che il retail abbia fatto interamente la sua parte.
Così se si sommano i pacchetti dei maggiori soci ad altri pacchetti minori si arriva a circa il 75% del capitale. Ed era propria questa la soglia che le banche del consorzio prevedevano. Invece l'aumento risulta sottoscritto per l'85%. Quindi un dieci per cento di differenza in opzioni, che potrebbe corrispondere a un 6-8 per cento del capitale. Una sorpresa per le stesse banche. Che si tratti di trader? Gli addetti ai lavori sono scettici perché le transazioni di tipo speculativo potrebbero al massimo arrivare a un 2-3 per cento. Chi potrebbe avere comprato? Secondo alcuni addetti ai lavori potrebbe essere stato spezzettato in vista degli eventi futuri. Da mercoledì infatti i diritti dell'inoptato andranno in asta (il 15%) e se Diego Della Valle farà quanto annunciato potrebbe superare il 20% del capitale. Andando a superare Fiat. E quindi un 6-8% in mani sicure potrebbe fare comodo.