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Da Unicredit a Banco Popolare, il tema crediti problematici finisce sul tavolo dei manager

Le banche italiane provano a rompere un tabù. Fino ad oggi, a differenza di quando capita all'estero, i crediti problematici (i cosiddetti non performing loan) sono sempre stato un tema delicato. All'estero molte banche non hanno infatti alcun problema a cederli a investitori specializzati (ce ne sono diversi da Cerberus ad Apollo a Marathon) mentre in Italia (soprattutto per i crediti problematici verso le aziende) c'è sempre stata una cauta prudenza.

Ma ora starebbe arrivando piano piano la spinta a deconsolidarli e magari a scinderli in società ad hoc dove fare entrare investitori professionali. Il gruppo Unicredit sta ad esempio pensando al possibile riassetto della controllata Credit Management Bank, già Ugc Banca, società del gruppo leader nel settore della gestione dei crediti anomali.
La riorganizzazione potrebbe avvenire anche sulla scia dell’interesse di alcuni grandi fondi internazionali, che avrebbero bussato alla porta di piazza Cordusio per una partnership con la controllata. Il gruppo guidato da Federico Ghizzoni avrebbe quindi aperto un tavolo di discussione sull’argomento.
Secondo i rumors sarebbe stato quindi affidato un incarico ai consulenti finanziari della banca svizzera Ubs per esplorare ipotesi di partnership nella Credit Management Bank con un grande investitore. Al momento non sarebbe tuttavia ancora chiaro il tipo di alleanza scelta, che potrebbe però arrivare fino alla cessione di una quota importante nella controllata di piazza Cordusio. Il dossier sarebbe seguito con attenzione dal vice direttore generale Paolo Fiorentino. In particolare, sul tema ci sarebbero stati contatti con alcuni grandi fondi americani: tra i nomi che circolano ci sono quelli di Cerberus, Blackstone, Marathon e Fortress.

Ma non sarebbe soltanto Unicredit a fare ragionamenti su questo tema ma più o meno tutte le banche italiane. In particolare, secondo i rumors, anche il Banco Popolare potrebbe pensare a scoporare crediti problematici per 2-3 miliardi in una società ad hoc. Che anche in Italia sia in arrivo una rivoluzione?