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Atahotels, Una Hotels e Boscolo: tre spine nell’alberghiero per le banche italiane

Cosa hanno in comune Atahotels, Una Hotels e Boscolo? Oltre ad essere tre note catene alberghiere, sono tutte e tre state finanziate per anni dalle banche italiane: in particolare da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Mediobanca. Per anni il business è stato florido, almeno fino a quando si viaggiava per turismo e per lavoro. Ora con la crisi economica in corso, le presenze negli alberghi sono diminuite e poche riescono a macinare utili come un tempo.

Senza contare che molte catene si sono indebitate con le banche negli anni scorsi. E' stato il caso di Atahotels, la società alberghiera della famiglia Ligresti che è rimasta in pancia ad Unipol-Fonsai.

Del gruppo Atahotels fa parte anche il Tanka Village di Villasimius in Sardegna, dove ancora oggi i Ligresti vanno in vacanza. La catena Atahotels è strettamente collegata alle recenti vicende giudiziarie della famiglia Ligresti con il buco da 600 milioni nei conti del 2010.  La catena alberghiera Atahotels ha inoltre chiuso il 2012 con perdite per circa 36 milioni. Un rosso che dovrà essere ripianato dai soci, dunque dalla nuova UniSai.

Ormai da oltre un anno le banche, UniCredit in testa, stanno provando a cedere Atahotels: prima trattando con qualche fondo di private equity (vedi 21 Investimenti) infine provando la fusione con Una Hotels.

Cambiando fronte, quest'ultima è la società alberghiera che faceva capo all'imprenditore pratese Riccardo Fusi, stranoto in Toscana nel campo delle costruzioni: la sua famiglia è proprietaria dell'impresa Baldassini Tognozzi Pontello e di un ingente patrimonio immobiliare. Ma Fusi è stato indagato nel 2011 nell'inchiesta fiorentina sui grandi appalti.

I veri proprietari di Una Hotels sono ora le banche. Sulla holding dell'imprenditore pratese, che a propria volta possedeva gli alberghi, gravava infatti un'esposizione consolidata verso il sistema bancario per circa un miliardo verso un pool di istituti: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Bpm, Bnl, Ugf e il Credito Cooperativo Fiorentino.

C'è poi Boscolo che se la passa un po' meglio di questi competitor. Ma dopo una lunga ristrutturazione il gruppo Boscolo resta infatti sotto la tutela di Mediobanca. Il nuovo amministratore delegato  Luciano Fausti arriva infatti dal settore immobiliare di Mediobanca, quindi una garanzia per gli istituti che sono parecchio esposti nei confronti del gruppo. Si parla di oltre 400 milioni di euro. Ora il piano sembra chiaro: concentrarsi solamente sugli hotel a 5 stelle del gruppo, guidato dal presidente padovano Angelo Boscolo.

Saranno quindi probabilmente tre gli hotel veneti messi in vendita dal gruppo Boscolo: oltre al Bellini di Venezia, il Maggior Consiglio di Treviso e anche il B4 di Padova.