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Investindustrial verso la scelta degli advisor per la vendita di Ceme

Il gruppo Investindustrial studia le opzioni strategiche, in vista di una futura vendita di Ceme, leader nel settore dei componenti per elettrodomestici.
Sul mercato, da alcune settimane, si rincorrono le voci di una cessione di Ceme. In campo sarebbero scesi sia fondi di private equity sia gruppi strategici. Così, secondo i rumors, Investindustrial starebbe sondando l’interesse e avrebbe avviato un cosiddetto «beauty contest» tra alcune banche d’affari per scegliere gli advisor a cui affidare un incarico esplorativo.
Il gruppo finanziario fondato da Andrea Bonomi è azionista dal 2017 di Ceme. Negli ultimi mesi l’azienda avrebbe ricevuto alcuni approcci da parte di gruppi finanziari e industriali stranieri, interessati all’acquisizione. La società, che ha sede a Trivolzio (in provincia di Pavia), è leader nel mercato della produzione di pompe ad alta e bassa pressione, delle valvole in ottone e plastica, dei pressostati e flussostati, che consentono il controllo del passaggio di ogni tipo di fluido: cioè acqua, gas, vapore o aria. Negli ultimi anni l’azienda, dai cui stabilimenti escono ogni anno circa 40 milioni di pezzi per un fatturato consolidato che nel 2020 si è attestato a circa 170 milioni di euro, è cresciuta ulteriormente sia in maniera organica sia tramite acquisizioni: a marzo di quest’anno ha infatti comprato l’italo-cinese Ode, quando a vendere era stato il gruppo Defond di Hong Kong, tra i leader mondiali nella produzione di valvole elettromeccaniche.
Nel passato per il gruppo si era parlato anche di una possibile quotazione in Borsa. Del resto, Ceme è un’azienda che è presente nel portafoglio dei fondi da oltre una decina di anni: nel 2017 infatti Investindustrial ha comprato Ceme dal gruppo del Bahrein Investcorp per 285 milioni di euro, che a propria volta aveva acquisito la società nel 2008 dall’allora Barclays Private Equity. Quest’ultimo aveva comprato Ceme da Europe Capital Partners.
Ora è probabile che proprio i fondi di private equity siano, nuovamente, seri candidati per un altro passaggio di proprietà, anche se il dossier dell’azienda sarà osservato con attenzione da multinazionali e gruppi strategici.