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Alla conclusione il progetto Portland di Intesa: per gli Npl leasing in pole Intrum

Si chiama «progetto Portland» e comprende un valore nominale di 1,1 miliardi di crediti deteriorati originati dal leasing di Intesa Sanpaolo. È su questo portafoglio che si sta per concludere, secondo le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, un processo competitivo dove sarebbero ormai alla fase finale 4 player: l’americana Bain Capital Credit, il gruppo Credito Fondiario, controllato dal fondo Elliott, l’altro gigante americano degli investimenti alternativi Fortress e, infine, una cordata costituita dal gruppo scandinavo Intrum e da Deva Capital.

Proprio quest’ultimo consorzio (da Intrum arriva un secco «no-comment») sarebbe, secondo i rumors, in pole position per aggiudicarsi l’operazione sui 1,1 miliardi di crediti da leasing. Il gruppo Intrum è già partner di Intesa Sanpaolo su un altro fronte: nel 2018 è stata infatti finalizzata la costituzione di una piattaforma di recupero crediti, Intrum Italy, detenuta al 51% dal gruppo Intrum ed al 49% da Intesa Sanpaolo.

Assieme a quell’operazione era stato ceduto da parte di Intesa Sanpaolo un portafoglio di Npl del valore nominale superiore a 10 miliardi ad un veicolo di cartolarizzazione. Deva Capital è inoltre un alleato consolidato di Intrum e uno dei partner di Deva, cioè lo spagnolo Alfonso Nunoz, ha lavorato nel passato proprio in Intrum. Lo scorso aprile Intrum e Deva Capital assieme hanno acquistato da Bper un portafoglio di crediti classificati unlikely to pay (Utp), a cui corrisponde un valore lordo di 248 milioni di euro, nell’ambito del processo competitivo (progetto Winter).