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Le azioni Tod’s e il volo di aprile in Borsa: chi ha contato di più tra Ferragni e Lvmh?

Diego Della Valle stringe un accordo con Lvmh che sale al 10% della compagine azionaria. Già il 9 aprile c’era stato un altro evento nella equity story del gruppo marchigiano visto che nel Cda era entrata la influencer Chiara Ferragni.

A quel tempo si erano giustificati gli scossoni del titolo in Borsa con l’arrivo della stessa Ferragni nel Cda: il titolo in un sol giorno era salito da 28 euro a 32 euro. E anche nei giorni successivi, sempre con la motivazione che l’arrivo della Ferragni aveva messo il turbo al titolo, le azioni della Tods sono cresciute in modo robusto. Il 13 aprile erano a 34,90 euro e il 14 aprile avevano superato la soglia dei 35 euro. Poi una lieve discesa fino a 33,2 euro del 20 aprile per poi tornare ad accelerare fino a oltre i 35 euro dei giorni antecedenti l’accordo con Lvmh. Oggi Tods sale di oltre il 7% a 38 euro. Per fare un confronto la società, tra metà marzo e l’8 aprile in pratica non si è mai mossa dal livello 27-28 euro.

Una domanda sorge spontanea. Davvero l’effetto Ferragni lo scorso 9 aprile ha messo il turbo al titolo con una salita del 25% in pochi giorni (14% il primo giorno e altri incrementi successivamente)? Se si guardano i fondamentali del gruppo, anche se colpiti dalla pandemia, si capisce che non possono essere alla base di una crescita così poderosa delle azioni: Tod’s ha chiuso l’esercizio 2020 con una perdita di 73,2 milioni a livello di gruppo. Magari si potrebbe pensare alle prospettive future e a una ripresa del lusso a livello globale.

Fatto sta che l’accordo con Lvmh prevede un prezzo per azione a 33,10 euro, pari al prezzo medio ponderato delle azioni Tod’s dei 15 giorni di Borsa precedenti la firma (comprensivi anche del periodo tra l’8 e il 9 aprile quando c’è stata la notizia dell’ingresso della Ferragni nel Cda). A vendere le azioni alla Delphine (controllata da Lvmh), con un evidente guadagno rispetto ai corsi di marzo, sarà la cassaforte di Della Valle.

Altro punto da capire, analizzati i corsi borsistici dall’8 aprile, è la natura dell’accordo tra Della Valle e Lvmh. Certo, tra i due gruppi c’è una relazione storica. Ma Lvmh è un gigante e difficilmente entra in minoranza in aziende, tranne che in futuro non venga ipotizzata un’altra opzione.