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Lazard a fianco del Palermo Calcio per trovare un nuovo azionista di controllo

L’operazione è ambiziosa: riportare il Palermo Football Club agli antichi fasti dopo essere sprofondato nel fallimento due anni fa. Una trasformazione che, secondo alcuni addetti ai lavori, potrebbe fare della società siciliana una start-up nel mondo del calcio.

Il club rosanero infatti oggi milita in Serie C e, nell’anno del Covid, ha dovuto archiviare un bilancio con ricavi vicini a zero. Ma il pedigree è importante: storico club del Mezzogiorno d’Italia e sesto in Italia per fondazione, conta 29 partecipazioni al campionato di Serie A e ben 3 finali di Coppa Italia disputate.

Lo spartiacque fra il passato ambizioso e il baratro risale al 2019, quando il club in ottobre viene dichiarato fallito. Il 24 luglio il sindaco di Palermo Leoluca Orlando assegna il titolo sportivo della squadra rosanero alla Hera Hora S.r.l. degli imprenditori palermitani Dario Mirri e Antonino Di Piazza. Segue l’iscrizione al campionato di Serie D, con un giro d’affari di 4,5 milioni di euro prima dello scoppio del Covid.

Da allora, sotto la guida di Dario Mirri, il Palermo Football Club si riprende. I rosanero vengono promossi in Serie C. Ma un riassetto societario è ancora dietro l’angolo: il socio di minoranza (con il 40%) Antonino Di Piazza ha infatti esercitato l’opzione per il recesso.

È a quel punto che Mirri, secondo indiscrezioni, decide di chiamare la banca d’affari Lazard per disegnare il futuro riassetto societario. Il progetto è ambizioso: riportare il Palermo in Serie A con una storia virtuosa di crescita, da quasi zero ricavi a quei 100 milioni di euro di giro d’affari, raggiungibili una volta risalito in Serie A, valori che erano la normalità per la squadra che conta il settimo bacino d’utenza per i diritti televisivi. Il piano avrebbe un arco temporale di 3-4 anni. Nel frattempo, stanno continuando gli investimenti sul nuovo centro sportivo, per il quale sono stati comprati i terreni, e lo studio di fattibilità per il nuovo stadio.

Resta da capire come sarà l’architettura dell’operazione di riassetto azionario. Difficile che il nuovo socio voglia accontentarsi della sola quota di minoranza di Di Piazza: più facile che l’operazione preveda da subito l’ingresso di un nuovo azionista di controllo e che il presidente Mirri passi in minoranza mantenendo l’attuale carica. Oppure è possibile che al nuovo socio venga concessa un’opzione per passare in maggioranza nel giro di un definito arco temporale.

Il dossier sarebbe allo studio di diversi investitori, anche private equity. L’obiettivo sarebbe appunto quello di presentare un piano di rilancio del club attraverso la crescita esponenziale dei ricavi, possibile in una città come Palermo, la quinta in Italia per numero di abitanti. Il Parma, per fare un esempio, è passato di mano con una valorizzazione di circa 100 milioni di euro. Questo il progetto di Mirri e del suo staff, un dossier che ora dovrà essere concretizzato in una fase di grande difficoltà per tutto il calcio italiano.