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Suning cerca un prestito da 200 milioni. Le garanzie dalle attività extra-Cina

Suning cerca un finanziamento come strada alternativa alla cessione azionaria. Mentre si attende una risposta sul fronte Bc Partners, che ha fatto un’offerta per il controllo del club, il gruppo di Nanchino prova a ottenere un prestito da 150-200 milioni. In corso sarebbero colloqui con diversi investitori. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere il prestito e di avere in questo modo le risorse per arrivare a fine campionato sperando che in questo periodo temporale ci siano aperture ai veti del Governo di Pechino e che al contempo la situazione di crisi del gruppo sia in fase di miglioramento. Ovviamente al momento la strada del finanziamento è una delle possibilità, ma non l’unica. Resta l’opzione di cessione, anche se in questo caso il problema è quello di non accusare una forte minusvalenza (almeno 300-400 milioni).

Il nodo principale per avere un prestito di questa entità è quello delle garanzie. L’Inter non può infatti essere data in garanzia, in quanto la parte più ricca del business (quella dei diritti tv) è già in garanzia ai bondholders. Le strade restano quindi due. Da una parte la garanzia sulla holding lussemburghese del gruppo Suning e dall’altra la garanzia su tutte le attività di Suning extra-Cina che non sono nell’attuale perimetro di Suning Holdings. Il prestito sarebbe quindi simile a quello ottenuto da Mr Li per acquistare il Milan da Silvio Berlusconi, quando entrò in campo il fondo Usa Elliott.

Nel frattempo si attende una risposta all’offerta di Bc partners, risposta che potrebbe esserci nei prossimi giorni.