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Al tramonto l’accordo con i fondi sui diritti tv: a pesare Super Lega e l’intesa con Dazn

Sembra ormai verso l’addio l’operazione private equity per la Lega Serie A. L’assemblea di dopo domani che doveva in teoria approvare il termsheet non si farà, visto che è stata sostituita dall’assise che dovrà ratificare l’accordo sui diritti tv per i prossimi anni nella scelta tra Dazn e Sky. L’intesa da 1,7 miliardi con la cordata Cvc, Advent e Fsi sembra a questo punto non avere più i numeri necessari all’approvazione: 14 voti sui 20 club della Serie A.

Quali le ragioni dell’improvvisa frenata dei club? Oltre alla posizione fortemente contraria da alcuni mesi di alcuni presidenti (come Claudio Lotito della Lazio, tra i maggiori nemici dell’operazione-fondi e ad Aurelio De Laurentiis del Napoli, oltre a Maurizio Setti del Verona e Luca Percassi dell’Atalanta) si sono aggiunti i voti in bilico di Juventus e Inter. Come mai i due grandi club hanno fatto marcia indietro all’ultimo? Avrebbe pesato il tema Super Lega, la competizione europea che alcuni grandi club europei (come il Real Madrid e la Juventus appunto) avrebbero in mente di lanciare. Nell’accordo con i private equity c’erano invece dei vincoli alla Super Lega.

Infine lo stesso accordo che sta per essere sottoscritto con i broadcaster (Dazn e Sky) andrebbe oltre le aspettative e renderebbe i club economicamente contenti: da Dazn un’offerta sugli 840 milioni annui per il pacchetto misto. Sky ne avrebbe offerto altri 70 per 3 partite, a completare il quadro. In totale 910 milioni. E in più non c’è quest’anno la commissione da oltre 50 milioni da pagare a Infront. Insomma, se questo sarà l’accordo sui diritti tv con i broadcaster, le società potrebbero a questo punto ritenersi soddisfatte, senza bisogno di un accordo con i private equity.