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Bc Partners studia necessità finanziarie e modello di business dell’Inter

Ancora una settimana e Bc partners potrà decidere se fare un’offerta vincolante per l’Inter e come farla. La trattativa resta complicata. Non soltanto per la possibile valutazione richiesta da Suning, ma anche per la definizione da parte dello stesso fondo, guidato da Nikos Stathopoulos (nella foto), di un modello di business adeguato e redditizio all’interno del business del calcio. La valutazione del club potrebbe infatti essere attorno a 750 milioni, ma l’Inter ha necessità finanziarie (probabilmente entro fine anno) che sono attorno ai 150 milioni di euro. E su questo fronte sarà necessario un aumento di capitale di un soggetto terzo, se Suning non potrà fare da sola.

Dal punto di vista strategico, sarebbero due gli asset portanti del piano di Bc Partners, affiancata da Tifosy. Da una parte quello di fare dell’Inter una media company (tv, diritti, scuole calcio, merchandising, stadio proprietario con hotel e ristoranti e sviluppo del brand) e dall’altra parte di lavorare su una struttura di bilancio sostenibile. Bc partners, prima di avventurarsi in questa vicenda, ha analizzato i modelli di business di altri club italiani ed europei. Ormai il calcio, dal punto di vista economico, funziona per un investitore finanziario soltanto se viene applicata una strategia di medio periodo basata su una struttura dei costi non pesante e su un aumento dei ricavi grazie a voci differenti e slegate dalle prestazioni sportive. Insomma, il modello economico e gestionale che Bc partners potrebbe seguire è più vicino a quello dell’Atalanta, che resta la società migliore in Italia a comprare, coltivare, crescere e vendere giocatori, che non a quello della Juventus. Oppure più simile a quello di club europei ben gestiti, pur rispettando la storia del club nerazzurro e la necessità di essere una società vincente nelle diverse competizioni. Quindi puntando anche su una rosa giovane e promettente senza essere ostaggio dei salari de giocatori e della volatilità dei risultati.

Ad oggi gli unici investimenti dei fondi nel calcio sono stati quelli del private equity Silver Lake, che ha rilevato il 10% del Manchester City. Ma si è trattato di un investimento più di vanità che non basato su veri indicatori economici. C’è poi l’investimento di Elliott nel Milan, dove ha già profuso circa 700 milioni di euro dopo aver rilevato il club dal default di Yonghong Li. In questo caso si vedrà a scadenza, cioè quando Elliott cederà il Milan, se l’investimento si sarà rilevato più o meno redditizio. Ecco perché l’investimento di Bc Partners nell’Inter è tutt’altro che semplice e sarà necessaria ancora una settimana per arrivare a una decisione, con un esito (positivo o negativo) che al momento non è prevedibile.