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Snam entra nel colosso del trattamento delle acque De Nora

Alla fine, come anticipato dal Sole 24 Ore la scorsa settimana, il riassetto azionario di De Nora è andato in porto. Snam ha firmato un accordo con i fondi gestiti da Blackstone Tactical Opportunities per l’acquisto di una “quota strategica” di circa il 33% di Industrie De Nora, operatore su scala globale nelle energie sostenibili e nelle tecnologie per il trattamento delle acque, sulla base di un enterprise value del 100% di circa 1,2 miliardi. L’acquisizione, il cui perfezionamento è previsto per il primo trimestre del 2021 a valle delle competenti autorizzazioni antitrust, avverrà con fondi propri.

I fondi Blackstone erano entrati in De Nora nel 2017, quando ancora l’azienda italiana pensava alla quotazione in Borsa, e in quell’occasione si era parlato di un «enterprise value» di circa 900 milioni di euro. Da qualche mese era in corso un processo, gestito da Lazard, per sostituire Blackstone nell’azionariato. Snam avrebbe superato, secondo i rumors raccolti dal Sole 24 Ore, almeno 4 player: ci sarebbe stato il private equity Towerbrook, ma anche grandi fondi pensione e fondi sovrani. Circolavano, fra gli altri, i nomi di Temasek, fondo sovrano di Singapore, e di Caisse de depot et placement du Quebec (Cdpq), cioè il maggiore fondo pensione canadese e uno dei giganti globali del settore.

De Nora ha rilevanti prospettive di crescita grazie all’esposizione a due mega-trend della transizione energetica, in particolare la produzione di idrogeno verde e il trattamento delle acque. Per quanto riguarda l’idrogeno, la forza di De Nora deriva dalla leadership nella produzione di elettrodi per applicazioni industriali elettrochimiche.

L’acquisizione consente a Snam di accrescere il proprio posizionamento tecnologico per essere sempre più competitiva nei nuovi progetti per lo sviluppo dell’idrogeno. De Nora genera ricavi per oltre 500 milioni l’anno (60% negli elettrodi, 40% nel trattamento acque), con un ebitda atteso a circa 90 milioni nel 2020 e in crescita media (Cagr) dell’8% negli ultimi tre anni. La società è controllata da Federico De Nora. In base agli accordi che verranno perfezionati al completamento dell’operazione, Snam potrà nominare tre consiglieri di amministrazione di De Nora e sarà presente nei nuovi comitati tecnico e strategico della società, con la possibilità di distaccare proprio personale. Non solo. De Nora ha un posizionamento ideale per diventare nel medio termine un’azienda quotata internazionale e fortemente tecnologica e rappresenta un potenziale primo asset per una nuova piattaforma di investimento nella transizione energetica. La partnership, commenta l’a.d. di Snam, Marco Alverà, è “un’opportunità unica per rafforzare il ruolo di Snam nella transizione energetica. La partnership con De Nora ci permetterà di essere leader nello sviluppo dell’idrogeno verde, che sta diventando un elemento chiave della decarbonizzazione in Italia, in Europa e in molti paesi del mondo. Grazie a questa operazione e alla nuova piattaforma di energy innovation, potremo accrescere la nostra esposizione a nuove tecnologie green rimanendo focalizzati sul nostro core business, dando un contributo al raggiungimento degli obiettivi globali di zero emissioni nette”.