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Cvc e i fondi alla stretta finale sui diritti del calcio: 100 milioni in più per il minimo garantito

Conto alla rovescia per il riassetto del calcio italiano. È prevista nella prima parte della prossima settimana una call di aggiornamento tra i presidenti dei club sulle trattative con la cordata Cvc, Advent e Fsi per la cessione di una quota di minoranza della newco con la Lega Serie A dove confluiranno i diritti tv delle partite del massimo campionato.
La seduta (con la presenza degli advisor della Lega, Lazard, Tremonti e Gianni Origoni Grippo) sarà focalizzata sui 6 punti del progetto di valorizzazione della piattaforma: fra questi sta assumendo un ruolo centrale per i club il ruolo del minimo garantito.
Così negli ultimi giorni si starebbero cercando di concretizzare le discussioni per arrivare ad un aumento del minimo garantito a favore dei club per un’entità di circa un centinaio di milioni in più.
L’operazione del consorzio Cvc, Advent e Fsi (che ha come advisor Rothschild, Credit Suisse e Barclays oltre ai legali di Gattai Minoli Agostinelli, BonelliErede e ai consulenti di Ey) dunque sta proseguendo anche se all’interno di una situazione congiunturale estremamente complessa, con una seconda ondata della pandemia che sta colpendo tutta Europa, con effetti evidenti anche sui campionati di calcio e sulla tenuta delle casse dei club calcistici.
La tipologia dell’operazione, che ha durata decennale, potrebbe tuttavia mettere al riparo da possibili rischi di esecuzione del deal, che dovrà avere il passaggio finale sul tavolo dei comitati d’investimento dei fondi di private equity al pari della Lega che ha previsto per circa metà novembre (tra il 17 e 18 probabilmente) una votazione finale in assemblea per suggellare l’ingresso dei private equity.