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Salta l’acquisizione di Botter da parte di Clessidra: deal congelato per l’inchiesta leccese sul vino

Salta l’acquisizione di Botter da parte di Clessidra Sgr. Almeno per il momento il deal sull’azienda di Fossalta di Piave, arrivato a un passo dalla conclusione, non si farà. Resta da capire se ci siano possibilità future di ripresa delle discussioni. Clessidra, Sgr controllata dalla Italmobiliare della famiglia Pesenti, ha infatti congelato il dossier a un passo della meta dopo l’avvio di un’inchiesta giudiziaria su uno dei fornitori di Botter.

C’è da dire che Botter ha emesso un comunicato dicendo di non essere assolutamente coinvolta nell’inchiesta del suo fornitore, ma in ogni caso l’evento ha causato il congelamento del deal con Clessidra, anche a causa del passo indietro fatto dai possibili finanziatori: banche e fondi di debito.

A vendere Botter sarebbe stata la famiglia fondatrice e Idea Taste of Italy (gruppo De Agostini) con una valutazione che secondo i rumors avrebbe dovuto essere attorno ai 300 milioni.

Lo scorso lugliio sul Gazzettino e su altri giornali locali è emerso dell’inchiesta Ghost Wine, vino fantasma, condotta dalla procura di Lecce. Nel 2019 venne a galla, nel Salento, un sistema di adulterazione del vino. In sostanza in Puglia arrivavano camionate di vino scadente prodotto in Spagna, che veniva poi adulterato nei sapori e nei colori sino a renderlo assolutamente simile a quello originale, che veniva poi imbottigliato con etichette doc pregiate.

Gli esiti dell’inchiesta non sono stati ancora resi pubblici, ma Botter ha appunto emesso qualche mese fa un comunicato che riportiamo di seguito.

“Con riferimento alle notizie relative al proprio coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Lecce sulla presunta alterazione di prodotti vinicoli pugliesi, Botter si dichiara completamente estranea alla vicenda e, se mai, vittima degli illeciti che s’ipotizzano commessi da parte di un fornitore salentino”. La società veneta ha quindi inteso chiarire la sua posizione nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Valeria Elsa Mignone e dal sostituto procuratore Donatina Buffelli e svolta dai carabinieri del Nas di Lecce e dagli ispettori ministeriali dell’Icqrf.

“Botter – prosegue la nota – ha sempre svolto accurate analisi e verifiche sugli standard qualitativi del vino commercializzato con le proprie etichette, risultati sempre conformi al livello di eccellenza richiesto. Ad ulteriore e definitiva tutela – si aggiunge – Botter ha sospeso cautelativamente ogni approvvigionamento dall’azienda vinicola attinta dall’indagine ed ha avviato una scrupolosa serie di ulteriori verifiche e controlli supplementari sul prodotto avviato all’imbottigliamento, al fine di garantire la tradizionale qualità dei vini commercializzati con le proprie etichette”.

“Ciò – conclude la nota della casa vinicola di Fossalta di Piave, in provincia di Venezia – con il fiducioso auspicio che l’attenta disamina degli atti e la puntuale verifica dei fatti indurranno la magistratura ad archiviare quanto prima la posizione di Botter, riconoscendo la buona fede e la correttezza del suo operato, nonché la qualità dei vini commercializzati da sempre”.