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Palazzi Enpam, all’asta la cordata Bain e Dea Capital: ma i nodi sono tanti

Sono arrivate ai primi di ottobre le offerte non vincolanti per un pacchetto di palazzi appartenenti ad Enpam, l’ente nazionale di previdenza dei medici e degli odontoiatri.
L’operazione, ribattezzata “Project dream”, ha visto finire sul tavolo numerose proposte all’advisor Deloitte: quella della cordata, assistita da Mediobanca, composta da Bain Capital, Hines e Davidson Kempner e dalla Sgr di Prelios. Ma in campo, in attesa della formazione di altri consorzi, sono anche gruppi come Patrizia Immobilien, Jp Morgan, Dea Capital, il fondo Apollo e qualche altro player.
Enpam ha messo sul mercato a inizio anno il portafoglio di immobili, salvo poi congelare il dossier a causa del Covid.

L’operazione resta complessa. In primo luogo ci vorrà un compratore che paghi tra 800 milioni e un miliardo. Inoltre per arrivare alle offerte vincolanti bisognerà fare una lunga «due diligence» sui tanti immobili del portafoglio, che potrebbe costare complessivamente fino a 2 milioni di euro: solo chi è veramente motivato supererà questo passaggio e arriverà a fare le offerte vincolanti. C’è poi una tematica fiscale superabile solo con la presenza di una Sgr nella cordata. Dunque i tempi, complice pure il Covid, si preannunciano lunghi.