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Atlantia e Cdp trattano su Aspi, con il nodo debito e con la variabile Regionali

Nessun passo avanti concreto tra Atlantia e Cdp su Aspi anche se la situazione si evolve di ora in ora. Con un’incognita: le elezioni regionali alle porte il prossimo 20 e 21 settembre. Ma andiamo per ordine: come si sa le trattative tra Atlantia (affiancata dall’avvocato Francesco Gianni e dagli advisor di Mediobanca, Jp Morgan e Merrill Lynch) e Cdp stanno andando a rilento: tante le questioni sul tavolo che vanno dalle modalità di ingresso di Cdp, fino al valore di Aspi, alla manleva e a quanto (e quale) debito far confluire nella newco che controllerà Autostrade per l’Italia.

A proposito del debito, la Cassa (che sul dossier è assistita da Citigroup, Unicredit e dai legali di Clifford Chance e Rccd) punta a scindere da Atlantia una fetta di circa 3 miliardi di euro di esposizione attualmente in capo alla holding: ma la questione principale, sul tavolo delle trattative, è quale tipologia di debito trasferire nella stessa newco. Cdp chiede infatti che la scissione avvenga in maggioranza su debito obbligazionario e non bancario; circa 1,8-1,7 miliardi di emissioni secondo le indiscrezioni. Il resto sarebbe invece debito bancario. Una scelta che, secondo la mia opinione, verrebbe dettata sia da una volontà politica, sia dal proposito della stessa Cassa di provare a venire incontro al mercato, considerato che i bond sono sottoscritti da istituzionali italiani ed esteri ma anche dal retail. La scissione dei bond potrebbe però avere problemi tecnici. In particolare, questa opzione si scontrerebbe con due ostacoli, da un lato la valutazione da assegnare a quel debito e dall’altro la necessità di ricevere il via libera degli obbligazionisti allo spostamento dell’esposizione da una società all’altra, con conseguenti tematiche in termini di tempistiche e consenso.

C’è poi la questione più strettamente politica. Atlantia e il Governo stanno ancora discutendo sul nodo tariffario, ma alle porte ci sono le elezioni regionali. La mia è soltanto una domanda ma mi chiedo se la holding dei Benetton non stia attendendo di sapere cosa uscirà dalle urne: una sconfitta netta della coalizione al governo (in particolare dei 5 Stelle) che conseguenze potrebbe avere? Io sono convinto che alla fine, anche con una debacle netta alle regionali, non ci saranno ripercussioni sull’attuale Governo perché al momento nessuno ha voglia di elezioni politiche. Né la maggioranza né l’opposizione. In ogni caso però la variabile Regionali potrebbe essere un fattore che rischia di ritardare di qualche settimana le trattative su Aspi.