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Dopo Ubi Banca, via alle fusioni: il ruolo di Mps, Sondrio, Bpm, Bper

L’offerta di Intesa per Ubi Banca ha dato il calcio d’inizio al processo di consolidamento delle banche in Italia, ieri protagoniste di una giornata di forti rialzi.
Ora resta da capire quali saranno le possibili unioni. I protagonisti dei matrimoni, almeno quelli, sono invece già definiti. Sicuramente in lizza ci sono il BancoBpm, Montepaschi ma anche Bper e, infine, la Popolare di Sondrio. Su tutte vigila infine UniCredit, malgrado l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier Mustier abbia sempre espresso la sua riluttanza a finalizzare qualsiasi accordo di fusione e acquisizione, nazionale o transfrontaliero.

Così se l’offerta di Intesa su Ubi andrà in porto, il prossimo dossier “caldo” secondo gli addetti ai lavori potrebbe essere quello di un matrimonio tra BancoBpm e Bper, istituti che potrebbero godere vantaggi competitivi e sinergie da una possibile unione. All’operazione, in una fusione a tre, secondo alcuni potrebbe unirsi anche Mps. Al momento però non risultano assegnati incarichi di advisor.
Ma non si tratta dell’unico scenario possibile: da prendere in considerazione ci sono anche i ruoli di Banca Popolare di Sondrio e appunto di Mps, che ha appena affidato a Mediobanca il ruolo di advisor per future aggregazioni strategiche, vista la volontà confermata dal ministro Gualtieri, di rispettare i programmi per l’uscita dello Stato dal capitale entro il 2021.
Tra gli scenari alternativi ci sono unioni con più soggetti: tra le ipotesi caldeggiate dalle banche d’affari c’è ad esempio il merger tra Bper, Popolare di Sondrio e Mps. Ma non è l’unica: qualora Mps, su moral suasion dello Stato, finisca nella galassia Unicredit, si potrebbe aprire un’inedita aggregazione BancoBpm, Bper e Sondrio.

Il ruolo di Unicredit è assai rilevante perché potrebbe mutare i destini. Nelle ultime ore è emerso di incontri tra i management del gruppo di piazza Gae Aulenti e quello di Banco Bpm: Cesare Bisoni, presidente di Unicredit, avrebbe incontrato Massimo Tononi, presidente di BancoBpm, e Jean-Pierre Mustier, ceo di Unicredit, si sarebbe visto con Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, per parlare di potenziali evoluzioni tra i due istituti. Le due banche non hanno commentato, ma il mercato non si è scaldato molto per quest’ultima ipotesi. Infine c’è poi da monitorare il ruolo del Creval, anche se per l’istituto valtellinese il candidato più probabile resta il Credit Agricole-Cariparma.
A favorire l’M&A nei prossimi mesi, saranno le valutazioni ancora basse (in media un rapporto tra prezzo delle azioni e patrimonio netto tangibile di 0,4 volte), alti badwill (differenza tra valore del patrimonio e prezzo), la componente Dta (attività fiscali differite) e il bisogno di sfruttare sinergie nell’attuale contesto di bassi tassi e di incombente recessione.