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La cordata Cdp per Aspi? Con assicurazioni, Fondazioni, casse e fondi sovrani

Come sarà la nuova Autostrade per l’Italia che nascerà attorno alla regia di Cdp? Assieme agli advisor Citigroup e l’italiana UniCredit, la Cassa sta valutando la futura compagine azionaria. La cassaforte del risparmio postale degli italiani dovrebbe sottoscrivere un aumento di capitale riservato da almeno 3 miliardi di euro per guadagnare l’immediato controllo di Aspi. Sarebbe, di fatto, il 33% della società concessionaria, il che farebbe diventare Cdp l’azionista di maggioranza. Con un modello simile a quello di Eni ed Enel, con lo Stato che ha quote intorno al 30 per cento.

Interverranno poi altri soci graditi a Cdp per l’acquisto diretto di quote Aspi da parte di Atlantia. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervistato da Enrico Mentana al Tg La7, ha spiegato che un’infrastruttura regolata deve funzionare e che quindi è giusto non abbia dei rendimenti eccessivamente elevati, come quelli che la precedente convenzione assicurava, ma che certamente non è destinato a produrre perdite”.

Così, a mio avviso, è più probabile che nell’azionariato possano entrare investitori pazienti e con esigenze di rendimento più contenute: quindi più assicurazioni, Fondazioni (già socie di Cdp), fondi sovrani, casse previdenziali e fondi pensione piuttosto che classici private equity. Poste Vita ha già mostrato interesse nelle passate settimane e non è da escludere che il dossier possa finire anche sul tavolo di gruppi come Unipol e Generali. Più alla finestra F2i che potrebbe essere coinvolto, ma con un ruolo non più di capofila come sembrava profilarsi fino a qualche settimana fa. Nell’azionariato potrebbero entrare anche grandi fondi sovrani proprio per dare un’idea di maggiore attenzione al mercato estero. Le stesse Allianz e Silk Road, già soci di minoranza, potrebbero essere invitati a confermare le proprie quote.

A mio avviso è invece più difficile che alla fine venga scelta la strada della partnership con private equity, che hanno esigenze di rendimento più elevate e necessità di avere una condivisione della governance. Alcuni gruppi stranieri, fra gli altri Macquarie e Blackstone, si sarebbero fatti avanti, ma non è affatto certo un loro coinvolgimento. In caso positivo, questi ultimi dovrebbero adattarsi alle regole di governance della Cassa guidata da Fabrizio Palermo.