Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
atlantia

Atlantia, trovato l’accordo fra Benetton e Governo. La strada della super-cordata Cdp

Alla fine Atlantia e i Benetton hanno ceduto. E il Governo, pure, ha ceduto alla tentazione di evocare lo spettro della revoca della concessione che sarebbe stato dannoso per l’immagine dell’Italia di fronte alla platea degli investitori internazionali. Ora andando a leggere nelle pieghe del comunicato emerge, rispetto al recente passato, una posizione predominante della Cassa Depositi e Prestiti guidata da Fabrizio Palermo nell’operazione futura di riassetto di Autostrade per l’Italia. Come è risaputo, proprio i Benetton erano allergici all’inizio a un’ingresso di Cdp nell’operazione e il piegarsi a questa eventualità dà l’idea del convincimento maturato nella famiglia veneta di dare l’addio all’asset autostradale.

Nel comunicato non si fa invece menzione a F2i, l’altro investitore che veniva dato per coinvolto nell’operazione. In realtà si parla però di investitori istituzionali graditi a Cdp e proprio in questo passaggio si comprende che F2i potrebbe essere coinvolto in una fase successiva.

Per quanto riguarda la struttura dell’operazione a mio avviso la strada più credibile è quella menzionata in fondo al comunicato, in cui si spiega che Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento. Cdp potrebbe facilmente aggregare una serie di investitori, tra cui F2i, ma anche esteri (penso a Macquarie che si sta muovendo attivamente a Roma sull’operazione oppure Blackstone, che potrebbe essere interessato tramite il suo fondo dedicato alle minoranze Blackstone Opportunities), per acquistare l’intera quota di controllo.

L’ipotesi della quotazione in Borsa mi sembra più difficile da percorrere per diversi ordini di motivi. In primo luogo non è detto che i mercati (ancora molto instabili) nei mesi futuri siano pronti ad accettare una quotazione di questo tipo. In secondo luogo si è visto che la politica dei dividendi (una delle strategie in grado di convincere gli istituzionali a comprare titoli una quotanda) poco si addice in questo momento a un’azienda come Aspi che dovrà investire tanto in manutenzione delle strutture autostradali. Con meno risorse quindi da distribuire agli azionisti in cedole. Anzi, se verrà confermato il divieto di distribuzione di dividendi per due anni (per evitare che i Benetton possano incassare cedole dalla nuova Aspi) ci sarà un forte freno quindi per l’Ipo borsistica in tempi brevi, come quelli pensati dal Governo.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

“In Consiglio dei ministri il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (ASPI), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda”. Lo si legge nel comunicato del Cdm. “Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di ASPI due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di ASPI e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia.

Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”. “La proposta prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario. Punti relativi alla transazione Misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162); rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Punti relativi all’assetto societario del concessionario In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e ASPI si sono impegnate a garantire: l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso: la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP; l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento.

  • Rosanna Marrone |

    Sono Ligure, di Genova, e ho letto il Vs articolo sull’infinita vicenda delle concessioni autostradali. Il governo pensa di aver ottenuto un buon risultato e di aver così salvato
    “capra e cavoli”.
    Non è quello che pensa la stragrande maggioranza dei semplici cittadini Liguri i quali ritengono che la concessione doveva essere revocata poiché il concessionario non è stato in grado, o meglio, non ha voluto adempiere agli obblighi a cui era sottoposto da contratto mettendo in serio rischio l’intera comunità. La politica non ha saputo comportarsi adeguatamente, per usare parole educate; non ci resta che sperare nella magistratura che fin’ora, nella persona del Dott. Cozzi, ha condotto egregiamente il suo lavoro.
    Sono sicura che la Liguria, con i suoi 43 morti innocenti e le enormi difficoltà che a tutt’oggi la attanagliano, otterrà giustizia nelle aule di tribunale.
    Ringrazio per l’attenzione e auguro buon lavoro a tutti Voi.

  Post Precedente
Post Successivo