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Da Gamenet a Snaitech, settore del gioco al collasso senza la riapertura

Da Snaitech a Sisal fino a Gamenet, il settore del gioco è al collasso causa Covid-19. L’allarme è stato lanciato da Acadi, l’associazione concessionari di apparecchi da intrattenimento, che raggruppa 7 concessionari su 11 attivi in Italia. Il problema principale è che non è ancora stata indicata una data per la riapertura del settore. Inoltre non è stata concessa dal Governo una proroga sul versamento dell’anticipo delle tasse. A ciò si aggiunge che è prevista una imposta aggiuntiva dello 0,3% nel fondo per lo Sport annunciato dal ministro Vincenzo Spadafora.

Il settore ha complessivamente 57mila dipendenti e contribuisce con 750 milioni di euro al mese di tasse a favore dello Stato: è quindi di circa 1,5 miliardi la perdita per l’Erario in questi due mesi di chiusura. Ci sono effetti distorsivi: in questo periodo di lockdown le scommesse si sono indirizzate su piattaforme online, spesso con sede in paradisi fiscali, oppure su altri canali illegali, tanto da sollevare il segnale d’allarme del capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Molte delle aziende nel settore, su concessione dei Monopoli di Stato, fanno capo a gruppi finanziari: Lottomatica a De Agostini, Sisal è di proprietà di Cvc, Gamenet è appena stata comprata da Apollo, mentre Snaitech fa capo all’inglese Playtech.