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Vaccino made in Pomezia. Sprint di Astrazeneca in Borsa. E il Governo italiano sta a guardare

Cervelli italiani al lavoro per l’estero. Anche nel caso del Covid-19, vale l’ormai classico adagio italiano: i migliori “cervelli” fuggono all’estero oppure lavorano per i governi stranieri. Con effetti borsistici e politici. Protagonista della vicenda è l’IRBM Science Park di Pomezia. Gli effetti borsistici sono quelli sulle azioni della multinazionale britannica Astrazeneca, coinvolta nella produzione di un vaccino in fase avanzata. Gli effetti politici sono il super-attivismo del Governo inglese nel finanziare il progetto e, al contrario, l’immobilismo del Governo italiano che non ha finanziato la ricerca quando poteva. Il dicastero della Sanità britannico ha finanziato subito con la somma di 20 milioni la ricerca italo-inglese.

La vicenda. Il tema sul tavolo è il vaccino per il Covid-19. La Oxford University e lo Jenner Institute hanno raggiunto un accordo con la multinazionale AstraZeneca al fine di imporre un’accelerazione ulteriore alla finalizzazione del candidato vaccino ChAdOx1 nCoV-19. Partner nello sviluppo del vaccino è appunto la Irbm di Pomezia.

Gli effetti borsistici. Il gruppo britannico Astrazeneca è cresciuta del 15% in Borsa dal primo aprile, in seguito alle diffusioni delle indiscrezioni sulla ricerca di un vaccino. «Vogliamo essere pronti lanciare e fornire fino a 100 milioni di dosi» di vaccino entro la «fine dell’anno». Lo afferma l’amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, con il Financial Times. In virtù dell’accordo AstraZeneca sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e distribuzione del vaccino a livello mondiale.

L’accordo. L’azionista del gruppo Irbm, Piero Di Lorenzo, ha annunciato che sono già state inviate a Londra centinaia di dosi per i test sui macachi prima e sull’uomo, adesso. «Con la Oxford University lavoriamo da 10 anni: è un’eccellenza, a livello mondiale, che ha già studiato la Sars. Si sono rivolti a noi per l’esperienza acquisita con l’adenovirus, un virus influenzale, impiegato depotenziato per trasportare il gene Spike sintetizzato del SarsCov2 nell’organismo umano» ha spiegato Di Lorenzo.

Chi è l’IRBM. L’IRBM Science Park SpA è una società italiana, fondata nel 2009 a Pomezia, operante nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica. Nei laboratori dell’IRBM, i ricercatori della società partecipata Advent hanno messo a punto il vaccino italiano anti-ebola, il cui brevetto è stato acquistato nel 2013 dalla società britannica Gsk. L’IRBM Science Park SpA nasce come spin-off dell’Istituto di Ricerca di Biologia Molecolare P. Angeletti SpA (IRBM), fondato nel 1990 come joint venture tra la multinazionale farmaceutica americana Merck Sharp & Dohme (MSD) e l’italiana Sigma Tau. Dal 2000 al 2009 l’IRBM è di proprietà della sola Merck, anno in cui il colosso americano si fonde con la azienda farmaceutica americana Schering Plough, prendendo il nome di Merck & Co., e decide di dismettere il centro italiano nell’ambito di un processo di ristrutturazione internazionale e riorganizzazione dei processi di ricerca di base. La Merck e Co. cede il Centro di Ricerca ad una nuova società, la IRBM Science Park, di proprietà di Piero Di Lorenzo.