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F2i in data room su Aspi: nel nuovo fondo allo studio sottoscrittori italiani ma anche fondi sovrani

Un data room virtuale. E’ quello che ha in corso il fondo infrastrutturale F2i su Aspi-Autostrade per l’Italia. In epoca di coronavirus il gruppo da Renato Ravanelli sta procedendo a un’analisi del dossier della controllata di Atlantia. E’ questa la novità più importante che emerge in questo fine settimana.

Ma analizziamo i termini della trattativa che sta procedendo.

Punti a favore di un accordo entro giugno-ottobre

-Il fondo guidato da Renato Ravanelli sta lavorando alacremente alla data room assieme ai suoi advisor Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), Goldman Sachs e ai legali di Cleary Gottlieb. Per Atlantia sono in campo Jp Morgan, Mediobanca e gli avvocati di BonelliErede.

– Si starebbe pensando a un fondo, dove potrebbero confluire liquidità ma forse anche partecipazioni infrastrutturali già presenti nei veicoli gestiti da F2i. Ma sarebbe necessaria anche una componente di equity. Tra i sottoscrittori del fondo ci potrebbe quindi essere la stessa Cdp, in rappresentanza dello Stato, ma il suo ruolo non è ancora certo. In campo ci sarebbero comunque anche Fondazioni e gruppi assicurativi. La possibile lista dei sottoscrittori è in corso di esame in questi giorni. Gli investitori saranno peraltro prevalentemente italiani.

-In parallelo ci sarebbero discussioni con alcuni grandi fondi sovrani (tra i nomi che circolano ci sarebbero quelli di Gic e Adia) che sarebbero stati contattati per ora in modo preliminare per essere co-investitori. Proprio il lancio di un nuovo fondo è necessario perché F2i ha terminato le risorse dei propri veicoli. Potrebbe essere concepito sulla scia di quello lanciato da F2i-Ania. Lo scorso 22 febbraio se ne era già parlato in questo articolo: Un fondo ad hoc per Autostrade: una scissione varrà almeno 10 miliardi https://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2020/02/22/un-fondo-ad-hoc-autostrade-scissione-varra-almeno-10-miliardi/

I punti ancora da chiarire

– C’è la variabile legata all’evolversi della dialettica fra il Governo e Atlantia, ma anche dallo scenario collegato alla pandemia e dalla durata dello stesso. In ogni caso l’orizzonte temporale massimo sembra giugno e l’autunno.
– Il prossimo anno andranno a scadenza per Atlantia linee di finanziamento per importi di rilievo. Quindi saranno necessari discussioni con le banche per la clausola di change of control.
– L’altro tema è quello della valutazione: si parla di una stima attorno a 8-10 miliardi, ma c’è anche da analizzare la situazione alla luce delle valutazioni del settore infrastrutturale. L’asta sulle autostrade portoghesi, il gruppo Brisa, attualmente in corso a Lisbona, ha avuto un ridimensionamento delle valutazioni alla luce delle forti ripercussioni sul traffico a causa della pandemia.