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Tim e Vodafone collocano l’8% di Inwit: ecco perché sono saltate trattative con cordata Ardian-Predica

Si conclude con successo il collocamento delle azioni Inwit da parte di Tim e Vodafone. Ma come mai i due gruppi telefonici hanno deciso di cedere con un collocamento le azioni, anziché cedere una partecipazione (attorno al 20%) a un gruppo infrastrutturale. Ebbene, causa volatilità dei mercati, sono fallite le trattative con la cordata composta da Ardian e Predica, con quest’ultima che alla fine si è ritirata. Non è un bel segnale per il settore degli investimenti in infrastrutture, comparto che per sua natura è stabile. Ma la crisi Covid-19 ha colpito anche questo settore.

Non essendoci più alternative Tim e Vodafine hanno deciso di avviare un Abb (accelerated book-building) sull’8 per cento del capitale. Che stamattina è andato a buon fine. Tim ha completato con successo l’operazione di cessione di 41,7 milioni di azioni di Infrastrutture Wireless Italiane (Inwit), pari a circa il 4,3% del capitale sociale della stessa, al prezzo di 9,60 euro per azione, con conseguenti proventi lordi per Tim pari a circa 400 milioni, che saranno utilizzati per ridurre la leva finanziaria. Vodafone ha venduto lo stesso numero di azioni nell’ambito del collocamento.

Ad esito dell’operazione, la partecipazione di Vodafone e TIM diminuirà dal 37,5% ciascuno al 33,2%. BofA Securities, Banca IMI, Goldman Sachs International e UBS hanno agito in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners nella procedura di accelerated book-building.

Altri pacchetti azionari verrano ceduti in futuro dai due gruppi. Nel contesto dell’offerta, Vodafone Europe B.V. e TIM hanno assunto, in linea con la prassi di mercato, un impegno di lock-up sulle azioni residue direttamente e indirettamente in INWIT per un periodo di 90 giorni dalla data di regolamento dell’operazione. Durante tale periodo di lock-up, salve alcune eccezioni in linea con la prassi di mercato, Vodafone Europe B.V. e TIM non potranno porre in essere nessun atto di disposizione delle azioni della Società senza il preventivo consenso dei Joint Bookrunner (che non verrà irragionevolmente negato).