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Giochi Preziosi incontra gli analisti per l’Ipo. La variabile Cina

Giochi Preziosi ritenta la carta della Borsa. Se ne era già parlato negli anni passati, ma per l’azienda guidata e posseduta da Enrico Preziosi l’opzione è di nuovo sul tavolo: con un possibile sbarco tra aprile e i primi di maggio.

L’altro ieri si è tenuto a Milano un incontro con gli analisti e le banche del consorzio: tra cui Barclays, Banca Imi, Banca Akros, Jefferies e Rothschild. L’obiettivo sarebbe un’offerta mista, in parte di vendita e in parte in aumento di capitale, sul 48% circa del gruppo.
L’azienda aveva rallentato il cammino verso la Borsa lo scorso anno, in coincidenza con l’acquisizione del gruppo spagnolo dei giocattoli, Famosa Toys. Il processo è ripartito a fine 2019 e si prevede lo sbarco in primavera. La società, con 170 milioni di vendite generati dall’acquisizione della spagnola Famosa Toys e dal marchio dei peluche Trudi, è arrivata a raggiungere 640 milioni di fatturato e un Ebitda di 98 milioni. L’indebitamento, post-acquisizioni, è di circa 150 milioni.

Il business di Giochi Preziosi è stagionale: il 60% delle vendite è tra ottobre e dicembre, nei mesi precedenti il Natale. Una delle variabili di Giochi Preziosi è la presenza cinese, come per diverse altre aziende che hanno interessi in Asia. In seguito al coronavirus,in Cina i principali fornitori di giocattoli, hanno perso 3 settimane di lavoro e solo in questi giorni è ripresa la produzione.