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Per Ansaldo Energia aumento di capitale da 300 milioni, cessioni per 150 e riassetto del debito

Entrano nel vivo le trattative per il riassetto del debito di Ansaldo Energia, controllata della Cassa Depositi e Prestiti tra i cui soci c’è anche il gruppo Shanghai Electric. Nei giorni scorsi ci sarebbero infatti stati incontri tra la società e le banche. Nel 2020 arriveranno a scadenza 360 milioni, di cui 260 afferiscono a un bond.
Gli incontri sono finalizzati a rivedere la struttura finanziaria del gruppo all’interno del nuovo business plan, approvato il 5 febbraio scorso dal board: piano che prevede misure focalizzate sulla riduzione dei costi, la razionalizzazione del network di partecipate, la vendita di alcuni asset per 150 milioni (tra cui la sussidiaria americana Psm che interesserebbe al fondo sovrano di Abu Dhabi, Mubadala).
C’è in previsione un aumento di capitale (presumibilmente da 300 milioni), che sarà necessario anche per ripagare il bond in scadenza a fine aprile da 260 milioni di euro. Le trattative tra Ansaldo Energia (assistita da Vitale e dai legali di Chiomenti) e le banche proseguiranno in queste settimane. Gli istituti di credito, secondo quanto indicato da Reorg, avrebbero nominato negli ultimi giorni gli advisor: individuati in Pjt Partners e Clifford Chance.