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As Roma-Friedkin, parte la due diligence. Il filo rosso che porta al Qatar

Ora bisognerà aspettare la struttura finale dell’operazione e capire come sono collocate le diverse voci: ma l’acquisizione da parte di Dan Friedkin della As Roma di James Pallotta potrebbe diventare la maggiore operazione di fusioni e acquisizioni nel mondo del calcio italiano. Il primato se lo giocherà con l’acquisizione da parte di Mr Li del Milan di Silvio Berlusconi. L’operazione di Friedkin, se dovesse andare in porto al termine della due diligence, arriverà a dare una valutazione alla As Roma di 750 milioni di euro. Quella di Mr Li si era fermata a 740 milioni. Ma bisognerà appunto vedere come è strutturata l’acquisizione di Friedkin dal punto di vista finanziario.

LA DUE DILIGENGE IN CORSO
Tutti aspettavano l’annuncio dell’acquisizione da parte di Friedkin. Invece il comunicato della As Roma è stato abbastanza freddo. Come mai? La ragione è semplice. L’offerta preliminare di Friedkin era stata fatta a Pallotta su una due diligence iniziale da parte di Jp Morgan. Ora invece inizia il lavoro serio, soprattutto da parte dei legali di Chiomenti. Infatti la galassia societaria della As Roma comprende ben 12 società per le quali andranno controllati in modo certosino non solo i conti ma anche l’esposizione anche ad eventuali contenziosi. Detto questo la domanda che sorge più spontanea è: Friedkin è davvero a un passo dall’acquisto della As Roma? La risposta sarebbe sì, ma bisogna anche ricordare due precedenti passati: il famoso Mr Bee, lo sconosciuto thailandese che si era palesato con Silvio Berlusconi prima dell’altro oscuro cinese Mr Li, era arrivato pure lui a siglare un preliminare con Fininvest. Ma al closing non è mai arrivato. Lo stesso discorso vale per la cordata Vialli sulla Sampdoria: preliminare con Ferrero firmato ma al termine della diligence nessun accordo. Quindi attenzione ai navigatori…

CIFRA FOLLE PAGATA PER LA ROMA
Il problema, a mio avviso, resta la valutazione. Come è stato per la cifra pagata da Mr Li per il Milan, anche nel caso di Friedkin la valutazione data al club capitolino è assai elevata. Oggi la Roma vale 428 milioni in Borsa, ma negli ultimi mesi la valutazione è stata “gonfiata” dalle speculazioni. Un’eventuale Opa verrà fatta sulle valutazioni degli ultimi 6 mesi. Poi ci sono da considerare circa 270 milioni di debiti e 130 milioni di aumento di capitale con una prima tranche di 50 milioni da versare subito. Detto questo, c’è da capire pure se nella valutazione siano compresi o meno gli 80 milioni per lo sviluppo dello stadio, che ovviamente Pallotta vuole pagati. Per alcune fonti sarebbero compresi, mentre per altre fonti no. Vedremo….

MA LA ROMA VALE DAVVERO 750 MILIONI?
C’è da capire se davvero la Roma vale 750 milioni. Pallotta, nelle trattative con Friedkin, è arrivato a chiedere quasi un miliardo. Poi è tornato a cifre più basse, visto che Friedkin era l’unico compratore in lizza. In ogni caso Friedkin dovrebbe mettere sul piatto una cifra enorme di soldi propri: circa 400 milioni. Ci sono alcuni elementi da valutare. In primo luogo la valutazione borsistica è estremamente gonfiata. Poi ci sono da considerare i dati di bilancio. Il bilancio consolidato al 30 giugno 2019 si è chiuso con una perdita netta di -24,3 milioni (-25,5 milioni l’anno precedente), con ricavi operativi pari a 232,75 milioni (escluse le plusvalenze). Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2019 è invece stimato negativo per circa 127 milioni di euro, rispetto a 105,4 milioni di euro al 30 giugno 2018. Infine, ricavi complessivi, tenuto conto dei proventi della Gestione operativa calciatori, sono pari a circa 380 milioni di euro, rispetto a 320,4 milioni di euro al 30 giugno 2018, e l’Ebitda, calcolato tenendo conto della gestione operativa dei calciatori, è positivo per circa 100 milioni di euro, rispetto a 66,7 milioni di euro al 30 giugno 2018. Tuttavia l’Ebitda, escluse le plusvalenze sui giocatori, è negativo per 31,7 milioni in forte peggioramento sul 2018 (era positivo per oltre 20 milioni). Come differenza tra ricavi per 232 milioni e costi per 264 milioni. Questo vuol dire che, se non ci fossero le plusvalenze da cessione dei giocatori, la Roma continuerebbe a perdere cassa con la gestione caratteristica, soprattutto negli anni in cui è fuori dalla Champions League. Detto questo, Friedkin paga in ogni caso una super-cifra per una società che perde cassa e che ha bisogno di essere ricapitalizzata. Certo in prospettiva c’è il progetto stadio che potrebbe far aumentare i ricavi commerciali, ma sapendo come funzionano lentamente le decisioni della giunta capitolina, non c’è da giurarci.

LE VALUTAZIONI “DROGATE” DEL CALCIO
Un punto su cui soffermarsi è quello delle valutazioni gonfiate nel mondo del calcio. I bilanci di tutti i club restano in piedi grazie al gioco delle plusvalenze dei giocatori. La maggioranza dei club (tranne poche eccezioni) hanno infatti la gestione caratteristica in perdita. Inoltre nel calcio, a livello di fusioni e acquisizioni, vengono presi in considerazione multipli differenti rispetto al resto del panorama societario. In genere per la cessione di un’azienda si prende in considerazione il multiplo sul margine operativo lordo. Invece nel calcio si prende come parametro il multiplo sul fatturato commerciale: in media tra le 2 e 3 volte, 4 volte per le squadre più blasonate. Ad esempio in base a questo indicatore la Roma sarebbe valutata 3 volte il suo fatturato commerciale. Ma questi multipli, a mio avviso, sono sintomo di una bolla sulle valutazioni che, prima o poi, esploderà. Basta pensare a Mr Li che ha stra-pagato il Milan oltre 700 miionie poi ha fatto la fine che tutti sanno. L’unico che ha pagato la Fiorentina il giusto è stato Rocco Commisso: 130 milioni circa. Mentre la stessa Suning ha messo sul piatto un bel po’ di equity (circa 270 milioni) per l’Inter.

MA CHE PROGETTO HA FRIEDKIN PER LA ROMA?
La domanda da porsi è quale sia davvero il progetto di Friedkin per la As Roma. Tra le motivazioni che porterebbero a chiudere l’operazione in tempi brevi, ci sarebbe infatti il mercato di gennaio. Se restasse Pallotta, la Roma potrebbe essere costretta a cedere qualche altro gioiello. Con FRiedkin invece si potrebbe investire. FRiedkin è ricco, ma non ricchissimo. E’ distributore delle auto del marchio giapponese Toyota in 5 stati degli Usa attraverso 154 rivenditori. Un patrimonio personale stimato in 4.2 miliardi di dollari, secondo la celebre rivista Forbes Dan Friedkin è il 504° uomo più ricco al mondo. Un paio di anni fa il gruppo texano ha provato ad acquistare la franchigia del basket di Houston e ha spostato le sue mire sul pallone. Ma perché proprio la Roma e il calcio italiano? Perché spostarsi dal Texas alla Capitale? Un imprenditore che ha interessi quasi esclusivamente locali. E’ la domanda che molti si fanno.

IL CALCIO COME STRUMENTO E L’OMBRA DEL QATAR
Il calcio, ormai, è diventato sempre più uno strumento per arrivare a qualcosa d’altro. Per alcuni è diventato uno strumento lecito per altri illecito. Basta pensare a Mr Li che è finito alcuni mesi fa sotto indagine della Procura di Milano. Da dove arrivavano i suoi soldi? Se ne sta occupando la magistratura.

Ora, passando invece a Friedkin quale potrebbe essere la ragione del possibile investimento? Meglio tralasciare argomentazioni sentimentali come l’amore per la città di Roma. Queste le lasciamo ai romanzi rosa. C’è sempre una motivazione di business, a maggior ragione per uno scafato come Friedkin. L’uomo d’affari texano ha buone relazioni con vari ambienti finanziari del Qatar. E la mossa del magnate americano potrebbe essere vista anche come un modo per avere più popolarità in alcune aree geografiche, dove poi trasferire il proprio business di Mr Toyota. Tra le aree più interessanti per Friedkin ci sarebbe proprio l’area del Golfo Persico e, in particolare, del Qatar. Avere un’esclusiva a vendere il marchio Toyota in quella zona geografica sarebbe un grande colpo. E la As Roma che ha come sponsor Qatar Airways potrebbe essere il volano perfetto, vista anche l’imminenza dei mondiali del Qatar.