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Dietro le quinte dell’operazione Cir-Exor su Gedi: il ruolo degli studi Pedersoli e Gianni Origoni Grippo Cappelli

Un’intera giornata nello studio in Via Monte di Pietà a Milano: è in questa sede, di uno degli studi milanesi più noti e famosi, che è nato lunedì l’accordo, per alcuni versi storico, con il quale Exor delle famiglie Agnelli ed Elkann ha acquisito il controllo del gruppo Gedi e con esso il controllo di grandi giornali come La Repubblica e l’Espresso e di radio e quotidiani locali.

Proprio gli avvocati sono stati, in questo caso, gli unici advisor dell’operazione e hanno redatto il complesso contratto che porterà al passaggio di consegne e alla governance: infatti Cir manterrà una piccola quota in Gedi e un membro nel consiglio di amministrazione.

Tra i legali da una parte c’è stato Carlo Re, storico avvocato della famiglia Elkann e di Exor, e dall’altra Antonio Segni, legale in questo caso di Cir e dei fratelli De Benedetti, ma in passato coinvolto più volte nelle operazioni su Telecom. Antonio Segni è ora socio dello studio Gianni Origoni Grippo Cappelli, ma fino a qualche mese fa era tra i soci dello studio Lombardi, dal quale è uscito assieme a un team di legali.

Lo studio Pedersoli è uno dei più noti di matrice milanese. Legal firm storicamente vicina al mondo bancario e ad Intesa Sanpaolo, in oltre 60 anni di attività ha assistito soprattutto i grandi gruppi bancari nelle operazioni di fusione e acquisizione. Tra i soci storici c’è Carlo Pedersoli ed è stato fondato da Alessandro Pedersoli, uno dei massimi esperti italiani di diritto civile.