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Nella partita per Officine Maccaferri entra in campo Carlyle

Nella partita sul gruppo Maccaferri, che ha in corso una ristrutturazione al Tribunale di Bologna, entrano in campo anche i private equity e gli hedge fund.
Finisce infatti nel radar dei fondi una delle aziende più interessanti della galassia, cioè Officine Maccaferri, attiva nel settore delle opere di sostegno per dighe e strade, con circa 530 milioni di ricavi.Officine Maccaferri ha in circolazione un bond da 190 milioni di euro, che ora sarebbe finito nel mirino di alcuni investitori internazionali: fra questi ultimi avrebbe preso una posizione importante il fondo internazionale Carlyle. Proprio il fondo Usa, secondo Debtwire, guiderebbe un comitato di obbligazionisti che nelle ultime settimane si sarebbe fatto affiancare da due advisor: Dc Advisory e Delfino & Associati Willkie Farr & Gallagher.
La partita su Officine Maccaferri si colloca all’interno di una procedura più ampia. Seci Holding, la cassaforte di controllo del gruppo, è stata ammessa in giugno dal Tribunale al concordato con riserva. Il procedimento coinvolge la stessa capogruppo Seci Holding e tre società operative: Seci Energia, Enerray ed Exergy. Il gruppo Industriale Maccaferri opera dal 1949 attraverso sette divisioni: Officine Maccaferri (ingegneria ambientale), Manifatture Sigaro Toscano (tabacco), Sadam (alimentare), Samp (ingegneria meccanica), Seci Real Estate (costruzioni), Seci Energia (energia), JCube (Innovation hub). Ha chiuso il 2017 con un fatturato di 1,039 miliardi, 118 milioni di ebitda e un debito di 750 milioni di euro, contratto con Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm compresi i 190 milioni di bond di Officine Maccaferri. Nei mesi scorsi era emerso anche l’interesse del fondo QuattroR per un investimento di sostegno al gruppo.