Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
torri-trasmissione-mediaset

Biscione al bivio, Mediaset e Vivendi trattano sul prezzo: ma chi comprerà le azioni in mano francese?

E ora, se verrà trovato un accordo tra Mediaset e Vivendi, chi comprerà le azioni del Biscione in mano francese? E a che prezzo?

Sono queste le due principali domande da porsi dopo che il giudice del tribunale di Milano, Elena Riva Crugnola, sentite le parti, venerdì ha concesso un’altra settimana di tempo per trovare un’intesa che non riguarda solamente la genesi della holding olandese Mfe, ma è ormai finalizzata a un accordo ‘tombale’ sull’intera storia processuale che divide le due società dopo il mancato rispetto nel 2006 del contratto per la compravendita di Mediaset Premium.

L’appuntamento è quindi rimandato al tribunale di Milano alle 12.30 di venerdì 29 novembre. Il principale ostacolo riguarda il prezzo da riconoscere a Vivendi per cedere la quota in Mediaset ritenuta in eccesso per la normativa italiana, e cioè quel 20% girato al trust Simon Fiduciaria.

I 2,77 euro per azione considerati il prezzo massimo che il Biscione sarebbe disposto a pagare – e che ha già riconosciuto come prezzo per il diritto di recesso al momento dell’avvio del Progetto Mfe – potrebbe essere ‘integrato’ con altre forme di conguaglio a favore dei francesi, a partire dal pagamento di un dividendo.

Bisogna ricordare che Fininvest potrà al massimo comprare un 5% del 20%, in caso contrario potrebbe incorrere in rischio di Opa. Quindi altri soggetti dovranno comprare quelle azioni, oggi in mano a Vivendi. Chi? I maggiori candidati sono il fondo di private equity Peninsula, che già era corso in aiuto di Mediaset sul recesso, e la banca d’affari Credit Suisse.

Nel frattempo venerdì mattina si è riunito il consiglio di amministrazione del gruppo della famiglia Berlusconi che ha convocato un’assemblea straordinaria per il prossimo 10 gennaio per modificare le parti dello statuto di Mfe che potrebbero essere considerate penalizzanti per le minoranze. In ogni caso, al netto delle modifiche allo statuto di Mfe, il progetto alla base della holding olandese viene “confermato e procede”, garantisce il ‘Biscione’, per il quale “la fusione rappresenta una priorità: su di essa, infatti, si basa il progetto di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell’entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei propri mercati di riferimento e capace di aumentare il proprio raggio di azione ad altre nazioni in Europa”. In questo stesso veicolo sarebbero pronti ad entrare altri soggetti europei del settore televisivo: si fa ad esempio il nome della famiglia transalpina Bouygues, azionisti del gruppo francese TF1.