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Unicredit dice addio a Mediobanca: Mustier si smarca da Del Vecchio e abbandona le lotte di potere

Unicredit esce da Mediobanca attraverso un accelerated book bulding l’intera quota dell’8,4% che detiene in piazzetta Cuccia. La quota di Mediobanca messa in vendita da Unicredit, ai corsi di Borsa attuali, vale circa 800 milioni di euro.

L’incasso per Unicredit dalla cessione dell’8,4% di Mediobanca dovrebbe infatti attestarsi tra 785 e 805 milioni di euro sulla base dei valori a cui sta avvenendo il collocamento, cioè con uno sconto massimo del 2,3% sul prezzo di chiusura odierno in Borsa (10,78 euro per azione). Considerando il prezzo a cui la quota è detenuta nel bilancio 2018 di Unicredit, pari a 9,89 euro per azione, l’impatto dovrebbe essere più o meno neutro.

Ma come mai il gruppo di piazza Gae Aulenti ha ceduto la quota in Mediobanca? Sembra senza sostanza l’ipotesi che Unicredit lo abbia fatto per fare cassa, visto che l’impatto è neutrale. Insomma, si tratta di un’operazione ben diversa da quella effettuata su Fineco.

L’operazione potrebbe avere un senso simbolico, a dimostrazione che Unicredit guarda solo al mercato, a fare la banca, e si smarca dalle lotte di potere. Insomma, il piano dell’istituto è quello di una “trasformazione” in tutti i sensi.

In particolare, con il collocamento sul mercato dell’intera quota, pari all’8,4%, in Mediobanca Unicredit allontana l’idea, diffusa tra gli investitori molti dei quali esteri, che il gruppo fosse al fianco di Leonardo Del Vecchio, entrato e poi cresciuto nel capitale di Piazzetta Cuccia con il 7,5%. Sembra avere anche questo obiettivo la mossa il Ceo Jean Pierre Mustier che ha informato dell’operazione l’ad Alberto Nagel. In Piazzetta Cuccia l’uscita del principale azionista è ben vista dato che ha l’effetto di aumentare il flottante facendo diventare Mediobanca sempre più una public company. Risolve inoltre il conflitto d’interesse legato dal fatto che Unicredit opera nell’investment banking come la sua ormai ex partecipata.