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Autostrade, le strade di uscita “soft” di Atlantia e di cambio dei vertici

Domani pomeriggio a Treviso si terrà il cda di Edizione Holding della famiglia Benetton cui fa capo, tra l’altro, la partecipazione di maggioranza relativa di Atlantia. È un board in calendario da tempo ma che si svolge proprio nel momento in cui emergono importanti novità nella vicenda del Ponte Morandi, soprattutto alla luce della nota con cui ieri la società ha duramente commentato i recenti sviluppi dell’indagine giudiziaria. Proprio oggi la stessa Atlantia ha smentito, tramite un portavoce, qualsiasi intenzione di cessione o scorporo della controllata Autostrade.

Detto questo avrei qualche riflessione da fare sul tema. Come dimostrato dagli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria, emergono fatti che, se confermati e dimostrati, quanto meno evidenziano una omissione di controllo dei vertici Atlantia sui dirigenti del gruppo, nella loro attività di controllo delle infrastrutture autostradali.

Questi fatti ovviamente mettono ancora più in difficoltà l’azionista Edizione e i manager stessi di Atlantia, che per un anno hanno risposto alle accuse. Ma ora qualcosa sembra cambiato.

A mio avviso l’azionista Edizione non ha davanti a se tante strade da percorrere, se questi stessi fatti verranno confermati o aggravati dalle indagini. Un primo aspetto degli sviluppi è finanziario, l’altro è manageriale.

Partiamo dal secondo aspetto. Se un anno fa le dimissioni dell’amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci non erano da prendere in considerazione perché sarebbe stata un’ovvia ammissione di colpevolezza, ora questa mossa non sembra più un tabù. Il non aver controllato quanto facevano i dipendenti del gruppo, non può passare inosservato e senza responsabili. Un cambio di passo, almeno a mio avviso, ci potrebbe essere dunque con un cambio dei vertici.

Per quanto riguarda i temi di assetto azionario e finanziari non mi sembra che ci siano molte alternative a quanto ho già ipotizzato un anno fa. Se l’inchiesta giudiziaria dovesse fornire altre prove, la strada sarebbe segnata. Al di là di aspetti come scorporo, spin-off o vendita delle quote di Autostrade, che non sono finora mai stati presi in considerazione se non da qualche banca d’affari, l’unica possibilità per sistemare la vicenda è l’affiancamento ad Atlantia-Edizione di un azionista pubblico, che sia poi la Cdp o qualcun altro sarà da vedere. Infatti nessun gruppo privato in questa fase sarebbe disposto a entrare in un gruppo con tale situazione di tensione politica.

In pratica è da ipotizzare un’uscita progressiva di Atlantia (e quindi di Edizione) dall’azionariato di Autostrade. Quindi un’uscita soft che consentirebbe di trovare un assetto con un mix tra privato e pubblico.

  • Carlo Festa |

    Credo che Telepass avrà un esito di vendita veloce, tranne che Castellucci non dia le dimissioni in questi giorni.

  • Frank |

    Come la vede la vendita di Telepass in questa fase delicata? E’ noto che la vendita sia una personale idea di Castellucci e del suo fido scudiero Benedetto (AD di Telepass) per vendere un gioiello di famiglia e rientrare dei soldi spesi per Genova. Guarda caso con le banche amiche di Castellucci e l’ex-manager di Atlantia (Fenati).

    Ricordo che Telepass è un asset nato dai soldi della concessione pubblica e che ASPI ha societarizzato unilateralmente portandola fuori dal perimetro del controllo del Ministero.

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