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Sorgenia, asta in attesa: l’offerta di Contourglobal. A2a incerta

È in una fase complessa l’asta sul gruppo Sorgenia. Dopo il summit di fine giugno tra le banche azioniste del gruppo, la società e gli advisor (i consulenti finanziari Lazard e Colombo oltre allo studio Molinari) si sarebbero presi qualche giorno di tempo per meglio analizzare le offerte per l’azienda guidata dall’amministratore delegato Gianfilippo Mancini e presieduta da Enrico Testa. L’incontro del 2 luglio, previsto tra le banche azioniste, che controllano il veicolo Nuova Sorgenia Holding, non ci sarebbe alla fine stato, rinviato per avere una fotografia più precisa del processo in corso.
L’obiettivo è arrivare a selezionare le offerte migliori, per definire una short list a tre, fermo restando che alcune delle proposte sarebbero soltanto per alcuni asset e non per tutto il perimetro messo in vendita.
La novità è che una delle offerte non vincolanti sarebbe quella del gruppo britannico Contourglobal: quest’ultimo, leader nel settore energetico e presente in Italia da 10 anni, possiede impianti di generazione per oltre 4.300 megawatt in 18 Paesi, dei quali quasi 1.800 da fonti rinnovabili. Già in passato Contourglobal ha avuto relazioni d’affari con Sorgenia per l’acquisizione di alcuni impianti fotovoltaici.
Al contrario, l’asta potrebbe perdere un player importante: A2a potrebbe infatti sfilarsi dal processo e non dare così seguito all’alleanza con Eph. Tra i soggetti restati in gara ci sono invece il tandem tedesco Rwe-Eon, la multi utility italiana Iren e potrebbero essere della partita anche alcuni fondi d’investimento come Blackstone, Riverstone, Cvc ed Energy Capital.
La valutazione della transazione si aggira attorno al miliardo di euro, anche se la componente di equity è abbastanza ridotta (attorno ai 300 milioni di euro) dato il debito di 700 milioni di euro. Nuova Sorgenia holding, azionista del gruppo, è controllata al 33,32% da Banco Bpm e al 16,67% a testa da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi e Banca Mps.