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Per Doc Generici bond da 400 milioni con vista su una futura Ipo

Doc Generici lancia un mega-bond e guarda a una quotazione futura a Piazza Affari. Il gruppo farmaceutico italiano, uno dei leader nel settore dei farmaci generici, dopo il recente riassetto azionario, è pronto a emettere un’emissione obbligazionaria da oltre 400 milioni: un maxi-bond che servirà a rifinanziare l’indebitamento contratto al momento dell’acquisizione. Doc Generici è stata infatti acquistata nell’aprile scorso dal gruppo finanziario Icg (Intermediate Capital Group) con il coinvestimento del fondo Mérieux Equity Partners. A vendere era stato il fondo Cvc Capital.
Al lavoro sull’operazione di emissione, dedicata agli investitori istituzionali, sono Unicredit e Bnp Paribas, che già erano stati assieme a Credit Agricole tra gli istituti del pool di banche finanziatrici dell’acquisizione di qualche mese fa. Advisor dell’acquisizione era stata invece Barclays.
Doc Generici, nata a Milano dalla riunione di tre aziende e con un ampio portafoglio e una presenza forte nel settore cardiovascolare e gastrointestinale, ha archiviato una storia di grande sviluppo dal 2000 ad oggi.
Nel 2001 aveva un giro d’affari di 3,5 milioni. Da allora la crescita è stata esponenziale: il gruppo ha avuto nell’aprile scorso una valutazione di 1,1 miliardi di euro sulla base di un bilancio 2018 di Doc Generici che ha visto il giro d’affari superare i 200 milioni dai 180 milioni del 2017. Il gruppo ha una quota di mercato di oltre il 15 per cento nel settore dei farmaci equivalenti e un margine operativo lordo attorno al 39 per cento.
Doc Generici ha già avuto nel recente passato ben tre passaggi di proprietà tra fondi di private equity. Cvc aveva infatti acquistato nel 2016
la società farmaceutica dal fondo britannico Charterhouse sulla base di una valutazione di 650-680 milioni di euro.Charterhouse a sua volta aveva acquistato il controllo di Doc Generici nel 2013 da Apotex, Chiesi Farmaceutici e Zambon per 340 milioni.
Ora l’obiettivo dei nuovi azionisti è l’ulteriore crescita dell’azienda, anche tramite acquisizioni o aggregazioni con aziende complementari, come ha spiegato qualche mese fa in un’intervista l’amministratore delegato Gualtiero Pasquarelli. Tra le possibili exit, nel medio termine, da parte degli azionisti c’e’ anche la quotazione a Piazza Affari, listino che tra le aziende farmaceutiche quotate annovera al momento la sola Recordati, ceduta un anno fa dalla famiglia fondatrice proprio al fondo Cvc Capital.