Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
copia

Le tante colpe della politica nel fallimento di Mercatone Uno

Ci sono tante colpe istituzionali nel fallimento del Mercatone Uno e nell’addio al posto di lavoro di 1800 dipendenti. Anzi, per essere precisi, in caso di liquidazione i senza lavoro saranno molti di più in quanto ci sono circa 10mila lavoratori nell’indotto.

Tante colpe della politica che non ha vigilato, in questi mesi in cui sulla società è successo di tutto (quindi con l’attuale Governo in carica), tante colpe della politica (questa volta con il governo precedente) che non ha vigilato al momento della cessione della Shernon Holding, società controllata da una finanziaria maltese. A dimostrazione che tutti, indipendententemente dal colore politico, si sono dimostrati assai “distratti”, per usare un eufemismo, e che ormai la politica è fatta di slogan e alla fine con l’aria fritta si arriva a questi esiti tragici. Una caratteristica sempre più marcata della politica italiana: tante parole, tanti cinguettii su twitter, tanti post trionfalistici su Facebook. Ma alla fine la politica dei selfie porta a questi risultati.

Ma torniamo ai fatti. Diciamo subito una cosa: per fortuna c’è la Procura di Milano. Senza la magistratura questo Paese sarebbe molto peggio. Anche nel caso di Mercatone Uno si è dimostrata provvidenziale. C’è infatti un filone, uscito nell’udienza, che necessiterà di un approfondimento nelle opportune sedi: l’amministrazione straordinaria ha infatti ceduto l’azienda alla Shernon Holding, società controllata a quel tempo da una finanziaria maltese al 100 per cento. L’amministratore delegato della Shernon, Valdero Rigoni, – è stato ricordato in udienza – era tuttavia già stato amministratore di una società dichiarata fallita da parte del Tribunale di Vicenza nel 2014 (la Ctf Italia Srl). Nell’immagine la dichiarazione di fallimento.

Inoltre, secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, l’amministrazione straordinaria avrebbe ricevuto 10 milioni dalla Shernon: ma questi 10 milioni sarebbero arrivati dalla cessione da parte della Shernon del magazzino di Mercatone Uno a una società americana (con un guadagno di 8 milioni da parte di quest’ultima) e non da fondi nella disponibilità della stessa Shernon. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Insomma, c’è da chiedersi perché Mercatone Uno sia stata ceduta alla Shernon lo scorso anno, se quest’ultima non mostrava le giuste garanzie finanziarie. Un paradosso come un paradosso è stata la modalità del licenziamento dei dipendenti: che sono venuti a saperlo da Facebook.

  • Massimo Benedetti |

    La pessima abitudine del mondo della politica di entrare nell’area a loro sconosciuta del mondo delle imprese genera fallimenti e sperpero di risorse finanziarie , malauguratamente a una grande parte dei nostri concittadini l’iniziativa appare benefica e salvifica seppure esempi come Alitalia , che da decenni dovrebbe quanto l’uso di denaro pubblico sia uno spreco inutile o meglio utile solo per le campagne elettorali rappresenti il fallimento del metodo e l’impreparazione di chi , senza esperienza e competenza , si accinge a risolvere il problema .

  • Ermelinda |

    E’ veramente mortificante per un dipendente che ha lavorato magari da 20 anni in una ditta venire a sapere da Facebook di essere stato licenziato, abbiamo perso anche il rapporto umano che ci deve essere tra datore di lavoro e dipendente. Inoltre ben vengano gli investitori esteri ma solo se sanno effettivamente amministrare un’azienda e non spolparla e poi farla fallire…

  Post Precedente
Post Successivo