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Alitalia negli ultimi 20 anni è costata quasi 10 miliardi agli italiani, quanto una mini-finanziaria

Alitalia è ad oggi un dei buchi finanziari di Stato più gravi dal dopo guerra. I numeri sono impressionanti e più indicativi di ogni altra considerazione. Mi ha colpito un numero letto sul New York Times in un articolo di qualche giorno fa: Alitalia è costata ai contribuenti italiani negli ultimi 20 anni circa 10 miliardi di euro, cioè più delle capitalizzazioni di mercato di Air France-Klm, Turkish Airlines, Norwegian Air, Finnair Air e Sas. A riportare il dato e il confronto è la società di consulenza Tra Consulting.

Ma facciamo altri confronti. Ad esempio la Tav La Tav Torino Lione ha costi di 8,6 miliardi di euro coperti al 40% dall’Unione europea, malgrado i 5 Stelle e il ministro Toninelli si ostinino a dire che ha un costo abnorme di 20 miliardi.

La manovra finanziaria di novembre scorso è stata invece da 37 miliardi. Invece il reddito di cittadinanza, come manovra, costa 6 miliardi circa.

Questo vuol dire che ad oggi il buco gigantesco di Alitalia è costato tantissimo, quanto una mini-finanziaria. E non è finita qui, visto che lo Stato assieme a Ferrovie dello Stato (controllata sempre dallo Stato) si apprestano a un altro salvataggio governativo con altri soldi dei contribuenti gettati nel calderone. Il vicepremier Luigi Di Maio ha addirittura indicato che la quota dello Stato sarà superiore al 50% e non il 15%, dichiarazione che il ministro Tria si è affrettato a negare in tutti i sensi: “Quota Mef in Alitalia? Non sapremmo oggi il 15% di che cosa”.

Senza dimenticare il prestito ponte da altri 900 milioni dello Stato alla compagnia aerea che piano piano si sta riducendo e che si volatilizzerà probabilmente con la conversione del debito stesso in azioni. Il problema è che nessuno è mai riuscito a risanare Alitalia, né la cordata dei capitani coraggiosi (al quale la compagnia venne affidata dal governo Berlusconi preferendola ad Air France) né i compratori successivi (con in minoranza Etihad Airways). A detta di chi scrive, ripetuto più volte, Alitalia può essere risanata soltanto all’interno di un piano serio di ristrutturazione effettuato da un socio di controllo del settore, cioè una compagnia estera europea come Air France, Lufthansa o British Airways. Ogni altra soluzione “fantasiosa”, come quella presentata dall’attuale Governo, causerà la perdita di tanti altri soldi da parte dei contribuenti.

  • alberico pellacchia |

    il risanamento va costruito con manager esperti e del settore. La partecipazione azionarie delle Ferrovie e quindi di un altro mondo, di un’altra mentalità è stato un errore. Ancora errata la partecipazione dello stato. Tutti errori che costeranno ai cittadini senza che nessuno se ne prenderà la responsabilità.

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