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Permira cerca di aggiudicarsi l’asta su Old Wild West (con l’aggiunta a sorpresa di Temakinho)

Un grande polo di ristoranti di cucina etnica con un fatturato che si proietta sui 350 milioni di euro, pronto a crescere ulteriormente grazie alla regia dei private equity.
È questo il progetto, industriale e finanziario, che sta per concretizzarsi al termine dell’asta per l’acquisizione del gruppo Cigiererre, la catena di ristoranti che possiede il marchio Old Wild West e che fa capo al gruppo finanziario internazionale Bc Parners.
Quest’ultimo, prima dell’estate, ha avviato un processo per la vendita di Cigierre: ora in pole position per l’acquisizione sembrebbe il fondo Permira, ma il gruppo guidato in Italia da Fabrizio Carretti deve vedersela con un altro private equity estero, Onex Capital.
Il progetto di grande polo della ristorazione ha avuto un altro passaggio fondamentale in queste ultime ore, visto che Cigierre ha rilevato il gruppo Temakinho, azienda con un fatturato di una ventina di milioni di euro, che conta circa una decina di ristoranti tra Italia ed estero. L’operazione è stata annunciata ieri con la regia degli advisor Vitale&Co, Mediobanca, BonelliErede e Linklaters. Si tratta di un add-on (del valore di una quarantina di miilioni di euro) che aumenta l’appeal dell’operazione Cigierre per i compratori.
Proprio Permira, che già possiede il gruppo La Piadineria, sembra favorita per portare dunque a termine l’acquisizione di Cigierre (con l’aggiunta di Temakinho all’interno del perimetro). Il condizionale è comunque d’obbligo, in quanto potrebbe iniziare una fase di rilanci nella quale Onex Capital potrebbe presentare un’offerta migliorativa.
In estate, come anticipato dal Sole 24 Ore nel luglio scorso, è partita la vendita di Cigierre, il gruppo che controlla, fra le altre, la nota catena di ristoranti Old Wild West. In settembre è iniziata concretamente l’asta dopo l’ incarico affidato agli advisor di Rothschild e Jp Morgan.
L’asta ha incontrato anche qualche problema: la decisione del Governo di avviare la chiusura domenicale dei centri commerciali ha creato incertezze nelle valutazioni di Cigierre, i cui ristoranti sono presenti in parte proprio nei «shopping mall» .
Il gruppo friulano gestisce direttamente e sviluppa in franchising i ristoranti tematici multietnici a marchio Old Wild West, Cantina Mariachi, Arabian Kebab, Wiener Haus, Shi’s e Kukkuma Cafè, ha un giro d’affari di oltre 330 milioni di euro con una settantina di milioni di Ebitda, a cui si aggiungono ora i 4 milioni di Temakinho.
La società, guidata dall’amministratore delegato Marco Di Giusto, ha avviato con Bc Partners una crescita sia organica sia tramite acquisizioni. Cigierre ha lanciato decine di nuove insegne e ha acquisito il marchio emiliano di pizzerie Pizzikotto. Allo stesso tempo è stata sviluppata una rete estera con aperture in Francia, Croazia e in Svizzera. Alla fine dello scorso anno è stata poi rilevata America Graffiti, catena nata nel 2008, presente nel Nord e Centro Italia con circa 63 ristoranti, in gran parte gestiti con franchising. Cigierre era stata valutata circa 310 milioni di euro alla fine del 2015, in occasione dell’operazione conclusa da parte di Bc Partners. Ora si avvicina un nuovo riassetto.