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Fincantieri vuole Vitrociset: così il Governo difende la rete della Polizia di Stato

A difesa della rete dati della Polizia di Stato e di altri network strategici. Sembra questo il significato dell’offerta congiunta del gruppo Fincantieri, controllato dallo Stato, e del gruppo Mermec per Vitrociset, piccola ma strategica azienda romana che si occupa storicamente di controllo aereo ma ora realizza il 52 per cento del fatturato nel settore difesa.

La società ha una lunga storia: fa capo infatti a Edoarda Crociani, la vedova di Camillo Crociani, ex manager pubblico che guidò la Finmeccanica negli anni 70. Fincanrieri e Mermec, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, avrebbero infatti fatto una proposta congiunta e ora sarebbero in trattative per chiudere l’acquisizione.

Vitrociset ha sempre avuto attività strategiche per il governo, tanto più oggi visto che gestisce reti molto sensibili per la sicurezza nazionale. Ma dal punto di vista del bilancio ha diversi aspetti critici. Oggi genera 100 milioni di fatturato, con 10 milioni di Mol e soprattutto 70 milioni di debiti. L’azienda opera nella sicurezza nazionale gestendo la rete dati delle forze di polizia, quella di Bankitalia e la rete fonia periferica dell’Agenzia delle entrate. Insomma, un gruppo strategico per la clientela servita e per lo stesso Governo, al di là del fatto che in bilancio l’azienda evidenzi un indebitamento abbastanza elevato se confrontato con la marginalità.

Già in passato erano state bocciate delle proposte proprio in virtù dell’aspetto strategico dell’azienda. Tanto che un anno fa il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva avvertito: «Il Governo potrebbe usare il golden power». C’era infatti stata un’offerta che era stata tuttavia bocciata proprio a livello governativo. Quella dell’imprenditore Antonio Di Murro a capo dell’azienda Fg Tecnopolo Tiburtino.