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Suning mette in vendita l’Inter? I paletti politici di Zhang Jindong e l’offerta rifiutata

Suning mette in vendita l’Inter? L’indiscrezione rilanciata da Premium Sport fa discutere. Ma cosa c’è di vero? Ebbene, la verità sta nel mezzo. Secondo quanto risulta a questa rubrica, come già scritto altre volte, l’Inter non è ufficialmente in vendita. E quando si dice ufficialmente in vendita significa che è stato affidato un incarico per cederla a una banca d’affari.

Malgrado ciò esistono delle problematiche che al momento rendono Suning meno focalizzata sul calcio. Il magnate di Suning, oltre che proprietario dell’Inter Zhang Jindong, sta infatti correndo verso una veloce e ambiziosa carriera politica ai vertici del Partito Comunista cinese. Già qualche mese fa Zhang Jindong, tra i 15 uomini più ricchi della Cina, era stato eletto delegato nella 13esima edizione dell’Assemblea Nazionale del Popolo, per il quinquennio 2018-2023. Ora, secondo i rumors, lo stesso imprenditore, da tempo vicino al presidente Xi Jinping, verrebbe dato in procinto di salire ancora più in alto nell’organigramma del Partito. Ebbene, lo stesso presidente Xi Jinping e i vertici del partito comunista non sembrano contenti di vedere i soldi cinesi investiti nel calcio, tanto più all’estero. Ecco perché è stato fatto in modo che l’Inter possa autofinanziarsi: ad esempio con l’emissione del bond.

Detto questo, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, alcuni mesi fa gli azionisti cinesi dell’Inter avrebbero rifiutato l’offerta di un fondo d’investimento per il club nerazzurro, in quanto ritenuta non conveniente. In conclusione, l’Inter non è in vendita, visto che sono state anche rifiutate delle offerte, ma la famiglia azionista ha posto delle precise condizioni, tra le quali quella di costruire una squadra che non assorba liquidità degli azionisti e che in un certo senso si auto-finanzi. Che poi sia possibile che da qui a qualche mese l’Inter finisca in vendita, beh questa è un’altra storia…