Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Ipotesi private equity per il patto di Azimut: in campo Peninsula

Azimut procede verso il riassetto tramite Timone Fiduciaria, la cassaforte che riunisce i soci del patto di sindacato.
Secondo indiscrezioni sarebbero infatti in corso discussioni con alcuni private equity, tra cui il fondo inglese Peninsula, per l’ingresso nel gruppo presieduto da Pietro Giuliani e guidato da Sergio Albarelli. Al lavoro sarebbero gli advisor di Bofa-Merrill Lynch e Morgan Stanley. Per Azimut invece ci sarebbe l’advisor Nomura.
L’ingresso avverrebbe proprio tramite la cassaforte Timone Fiduciaria, che raggruppa 1600 soci aderenti al patto tra cui i dipendenti e i consulenti finanziari. L’operazione era nell’aria. Azimut Holding, ha diffuso il 15 gennaio 2018, l’8 marzo 2018 e il 10 maggio 2018 e ieri , 4 note che comunicavano il possibile avvio di un rafforzamento della partecipazione in Azimut Holding.
In particolare è stato annunciato che il patto di Timone Fiduciaria è stato modificato per consentire la realizzazione dell’operazione. Inoltre è stato concluso un contratto di finanziamento per completare la raccolta delle risorse necessarie per rafforzare la partecipazione, pari a circa il 15%, nel gruppo di risparmio gestito, insieme ai mezzi propri messi a disposizione dalla maggioranza degli azionisti aderenti all’accordo parasociale. Timone potrà quindi procedere con l’operazione, con acquisti sul mercato o fuori mercato. L’operazione avrà ad oggetto un numero di azioni inferiore alla soglia che obbligherebbe il patto al lancio di un’offerta pubblica di acquisto e comunque al massimo pari al 10% del capitale sociale di Azimut. Peninsula è un fondo assai attivo in Italia negli ultimi mesi: dopo l’ingresso (e il successivo disinvestimento) in Italo, il private equity ha investito su Guala e starebbe trattando l’ingresso in Kiko. Nel board di Peninsula dovrebbe inoltre entrare, secondo indiscrezioni, a breve Stefano Marsaglia, ex-capo del Corporate & Investing Banking (Cib) di Mediobanca. C’è da dire che il rafforzamento del patto avviene alla luce della volontà del management del gruppo di puntare sulle azioni Azimut e anche per blindare in maggior misura la compagine.