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Alpitour, si rafforza Tamburi e si velocizza il progetto di sbarco in Borsa

La Tip di Gianni Tamburi su rafforza nell’azionariato di Alpitour e ora guarda con maggior forza alla quotazione a Piazza Affari. Tamburi Investment Partners, la merchant bank di Giovanni Tamburi, e le varie famiglie imprenditoriali italiane ‘vip’ già alleate del banchiere in
Alpitour, salgono infatti oltre il 70% del celebre gruppo italiano del turismo. La notizia, anticipata dal Sole 24 Ore lo scorso 7 aprile, sembra velocizzare il progetto di sbarco borsistico dell’azienda.
Tip comprerà le quote del 38,8% rimaste ai fondi di private equity Wise e Ilp, entrati nel 2012 nel tour operator prendendone il controllo dalla famiglia Agnelli. Per Alpitour, valutata 470 milioni nell’operazione, si apre così una nuova fase. Tip parla di una prospettiva di accelerazione dello sviluppo e di rafforzamento patrimoniale, in un’operazione volta anche a dare ulteriore compattezza alla compagine azionaria nel lungo termine, in ottica appunto di quotazione.
Nel dettaglio, la quota di Wise e Ilp verrà rilevata da una nuova società – Alpiholding – che sarà a sua volta partecipata per il 49,9% da Asset Italia, il veicolo con cui la boutique di Tamburi era entrata nel 2017 quasi al 33% di Alpitour sottoscrivendo un aumento di capitale da 120 milioni (Asset Italia ha anche gli investimenti di Tip in Amplifon). Un altro 0,2% di Alpiholding sarà del presidente e ad Alpitour Gabriele Burgio, mentre il residuo 49,9% fa capo ad altri investitori.
Alpiholding si è anche impegnata ad acquistare o a far acquistare, alle stesse condizioni, ulteriori quote di Alpitour nel caso alcuni tra gli altri soci fossero interessati a cederle. L’imprenditore torinese Ruben Levi, azionista storico di Alpitour, resterà nel capitale, come Fabio Landini, ex socio
di Presstour. Wise, infine, acquisirà una partecipazione diretta in Alpitour di circa il 3,5%.
La banca d’affari di Tamburi diventa insomma sempre più una holding del ‘lifestyle’ italiano, con investimenti che nel corso degli anni hanno via via incluso Eataly, iGuzzini e gli yacht Azimut Benetti, oltre alla stessa Alpitour, ma includono anche partecipazioni di pochi punti percentuali in nomi di peso come Fca, Ferrari e Moncler, o investimenti obbligazionari come quello in Furla. In Asset Italia partecipano note famiglie industriali come i Lavazza, i Lunelli, i Branca, o i Seragnoli. Meno di un mese fa Alpitour aveva annunciato la conquista del secondo tour operator italiano, Eden Viaggi, per proiettarsi a un fatturato di circa 2 miliardi nel 2019 e porre le premesse per competere con i grandi player del mercato turistico europeo.
Nei giorni successivi son quindi scattate le voci sugli appetiti per le quote di Wise e Ilp in Alpitour, da parte di nomi di peso come il colosso tedesco Tui o la conglomerata cinese Fosun, contro i quali sembra essersi è alzato dunque con successo lo ‘sbarramento’ di Asset Italia.