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Per i ristoranti nippo-brasiliani Temakinho parte un’asta. Benetton non trova l’accordo

Sembra finita in un nulla di fatto la trattativa finalizzata all’ingresso della 21 Investimenti di Alessandro Benetton nei ristoranti nippo-brasiliani Temakinho. Per qualche mese il fondo avrebbe infatti corteggiato la catena di temakerie, ma la trattativa non si sarebbe chiusa.
Tuttavia un nuovo socio sembra all’orizzonte nel gruppo fondato nel 2013 dai tre imprenditori Linda Maroli, Santo Bellistri e Francesco Marconi. Da allora Temakinho è diventato uno dei modelli europei della cucina nippo-brasiliana. Secondo Mergermarket un incarico per individuare un partner finanziario sarebbe stato affidato all’advisor Vitale & Co. Da notare che nel 2014 il fatturato di Temakinho era a due milioni, mentre a fine 2017 è arrivato a 25 milioni di giro d’affari e 4 milioni di margine operativo lordo con ristoranti a Milano, Roma, Ibiza e ora anche nuove aperture a Londra. La cessione di Temakinho segue un trend consolidato del private equity sul settore delle catene, dopo la cessione di Rossopomodoro e La Piadineria.