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Paul Singer, founder, CEO, and co-chief investment officer for Elliott Management Corporation, attends the Skybridge Alternatives (SALT) Conference in Las Vegas, Nevada in this May 9, 2012, file photo. Billionaire New York investor Paul Singer sent a letter to dozens of other donors on October 30, 2015, declaring his support for Rubio in a major blow to the struggling campaign of former Florida Governor Jeb Bush, the newspaper said.  REUTERS/Steve Marcus/Files

Milan, ecco perché per i tifosi un Milan americano (con Elliott) e senza Mr Li potrebbe essere preferibile

Qualche settimana fa avevo anticipato che c’erano 70 possibilità su 100 che il Milan potesse finire ad ottobre al fondo Elliott (nella foto Paul Singer). Ora molti lettori mi chiedono cosa succederà dopo che una delle holding di Yonghong Li, la cinese Jie Ande, è finita in fallimento. Ebbene, credo che le possibilità non siano ancora aumentate, ma che bisogna aspettare l’avverarsi di alcune condizioni.

Ma esaminiamo i fatti.

1) La holding cinese Jie Ande è finita in fallimento. Era già stata presentata istanza di fallimento dalle banche e dunque non è una circostanza clamorosa il fallimento, ma una logica conseguenza.
2) La holding Jie Ande non ha ad oggi alcuna correlazione con il Milan. Ha avuto una correlazione soltanto all’atto della due diligence dell’aprile scorso, quando Mr Li ha presentato le sue credenziali alla Fininvest: dicendo che tra le sue proprietà c’era (assieme ad altri 5 partecipazioni in società e real estate) la Jie Ande.
3) Mr Li non è nuovo ad episodi controversi. Quindi l’episodio non aggiunge e toglie nulla sul personaggio.

Quali dunque le conseguenze?

1) Resta da capire se i creditori della Jie Ande (quindi le banche) potranno andare a rivalersi sugli altri beni di Yonghong Li per riavere i propri denari. Fra i beni c’è infatti il Milan. Ebbene, questa ipotesi è abbastanza remota: in primo luogo perché sul Milan c’è già un pegno di Elliott e in secondo luogo perché la Jie Ande non è correlata al Milan.

Conclusioni

Al momento come detto restano 70 possibilità su 100 che il Milan finisca ad Elliott. Aumenteranno nel caso in cui venga accettato dallo stesso Yonghong Li il prestito (35 milioni di euro) offerto da Elliott (notizia anticipata dal Sole 24 Ore la scorsa settimana) per far in modo che la Rossoneri Sport tenga fede agli aumenti di capitale necessari al club rossonero.

Da quello che risulta al Sole 24 Ore infatti Mr Li è alla disperata ricerca di capitali in Cina. E non è da escludere che qualcuno, da annoverare tra le sue relazioni finanziarie ad Hong Kong, alla fine gli presti ulteriori soldi per “tirare a campare”. Di certo mai come in questo momento è sembrato in difficoltà.

Elliott da parte sua, sta sempre più assumendo ormai il ruolo del finanziatore-azionista. Lo dimostrano anche le dichiarazioni sempre più riferibili ad Elliott di Marco Fassone, che nelle ultime settimane al contrario cita sempre meno Yonghong Li. Ma è sbagliato dare per finito quest’ultimo, almeno per ora.

Un’ultima considerazione, dalla quale prende poi spunto il titolo del post. Credo che a questo punto per i tifosi rossoneri sia da sperare un passaggio ad Elliott. Non solo perché almeno finiranno tutte le speculazioni sui soldi e sul patrimonio dell’azionista cinese. Ma anche perché con Elliott inizierebbe un periodo di interregno che dovrebbe portare ad altri azionisti, nella speranza di tutti più solidi. Elliott inoltre sarà costretto a comportarsi con il Milan nel migliore dei modi possibili. Perché? Il fondo americano è appena entrato in una partita, quella di Telecom Italia, molto più strategica politicamente, e non vorrà assolutamente esporsi sul Milan a brutte figure. Ecco perché diventerà un osservato speciale su due fronti. Insomma un passaggio da Mr Li ad Elliott potrebbe essere vantaggioso per i tifosi alla fine. Ma aspettiamo gli ulteriori sviluppi prima di dire che finirà davvero così.